Cina/ Mentre l'economia mostra segnali di riaccelerazione, Pechino aggiorna il suo modello di crescita
La Cina è ripartita, ma ha imparato la lezione e sta iniziando a cambiare pelle come dimostrano gli ultimi dati macroeconomici provenienti da Pechino. Se ieri si era notato come in aprile gli investimenti fissi cinesi siano tornati a correre anche più delle previsioni degli economisti, con un +30,5% su base annua a livello di investimenti fissi urbani nei primi quattro mesi del 2009, rispetto al +28,6% segnato nei primi tre mesi dell'anno, oggi si è avuta la conferma che la produzione industriale è ancora in calo, penalizzata dalla frenata delle esportazioni a loro volta penalizzate dalla recessione mondiale in corso. 
In aprile infatti la crescita della produzione industriale cinese è scesa al 7,3% dall'8,3% precedente, a conferma di un quadro macroeconomico che presenta ancora luci e ombre nonostante il pacchetto di stimoli da 4 triliardi di yuan (poco meno di 590 miliardi di dollari) varato da Pechino nei mesi scorsi. Eppure qualcosa si muove: a sorpresa sono infatti tornate a correre le vendite al dettaglio, che ad aprile hanno mostrato una crescita del 14,8%.
Riassumendo: produzione industriale in calo, esportazioni in calo, ma ripresa degli investimenti fissi urbani e nuovo slancio della domanda interna. Agli occhi degli economisti questo potrebbe significare che il colosso asiatico ha deciso, come fatto alcuni decenni or sono dal Giappone, il primo "pericolo giallo" con cui si sono confrontate le aziende occidentali nel secondo dopoguerra, di puntare sulla domanda interna e non solo sulle esportazioni.



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