Mercati/ "Non spariamo sull'ambulanza: subito una manovra rigorosa"
![]() Paolo Chiaia |
Serve subito "una manovra rigorosa". Aspettare ancora "è come sparare sull'ambulanza". Con queste parole Paolo Chiaia, amministratore delegato di Calipso, sintetizza in un'intervista ad Affaritaliani.it la difficile situazione dell'Italia, sotto tiro sui mercati e 'costretta' a una manovra da 40 miliardi. "Non c'è un problema italiano specifico: le tensioni che ci riguardano vanno inserite nel contesto complessivo", spiega. Ma "siamo chiamati a fare gli ennesimi sacrifici". Poi certamente "è importante trovare un giusto mix di politica economica, anche se con 40 miliardi di euro da trovare, non c'è molto margine di manovra". E i risparmiatori...
L'INTERVISTA
| TITOLI STATO: TASSI IN RIALZO PER BTP E CCTEU, COLLOCATI 8 MLD - Tassi in rialzo per Btp e Ccteu. In particolare, il rendimento annuo lordo dei Btp triennali e' salito dello 0,25% al 3,68%, quello dei Btp decennali dello 0,21% al 4,94% e quello dei Ccteu settennali dello 0,38% al 3,38%. In totale, il Tesoro ha collocato titoli per circa 8 miliardi di euro: 2,664 miliardi di triennali, 3 miliardi di decennali, 1,25 miliardi di settennali e 991 milioni di Ccteu quinquennali (riapertura del titolo 15.06.2010/15.12.2015). Buona la domanda che ha raggiunto i 3,663 miliardi per i triennali, i 4 miliardi per il decennale, gli 1,987 miliardi per il settennale e gli 1,613 miliardi per il quinquennale. |
"Non c'è un problema italiano specifico: le tensioni che ci riguardano vanno inserite nel contesto complessivo. Fino a quando i nodi della Grecia non verranno completamente sciolti in termini di decisioni comunitarie, continueremo a soffrire con tutti i Paesi europei con un alto debito pubblico. Il timore del contagio, insomma, resta presente. Poi è ovvio che i giorni delle aste e dei rinnovi sono i più tesi. E questo spiega alcuni movimenti. Non mi sembra che ci siano elementi di novità, anche se la decisione delle agenzie di rating di mettere under watch anche le banche oltre al Paese ha spostato un po' l'attenzione su di noi. Tanto che anche Piazza Affari ha sottoperformato le altre Borse, sia nelle discese sia nelle salite. Fino all'11 luglio, quando si deciderà sulla Grecia, dobbiamo aspettarci movimenti erratici di questo tipo".
In questi giorni si sta anche mettendo a punto la Manovra. Con Tremonti più rigorista che mai e Berlusconi e Bossi che stavolta non ci stanno. La trattativa è in corso, ma i mercati forse gradirebbero un segnale forte e immediato...
"E' come sparare sull'ambulanza. E' chiaro quanto sia importante la chiarezza sulla manovra economica. L'instabilità politica o la percezione di incertezza sulla linea da intraprendere in termini di politica economica in un momento in cui navighiamo a vista non fa che aumentare il nervosismo".
Dunque è necessaria una manovra salva-rating.
"Non vedo come si possa pensarla diversamente in un momento in cui il nervosismo e la tensione generale vanno ben oltre i nostri confini. Credo che siamo chiamati a fare gli ennesimi sacrifici. La Grecia insegna che i piani che ci si ritrova a varare dopo sono sempre più duri e dolorosi. Poi certo ci si può interrogare sul perché siamo arrivati a doverli fare... Ma ora è indispensabile una risposta rigorosa a chi ci mette sotto osservazione dal punto di vista del rating".
Però c'è anche il problema della crescita. Stamattina il Financial Times stronca le nostre banche anche a causa del fatto che l'Italia è un'economia a crescita zero.
"Se si va verso un mondo in cui la banca è chiamata a fare la banca, ovvero a raccogliere soldi e a prestarli, e i nostri istituti si ritrovano in un'economia che fa fatica a decollare è ovvio che le loro prospettive di impiego siano molto limitate. Insomma, è condivisibile l'analisi del Financial Times. Per questo è importante trovare un giusto mix di politica economica. Certo, non è facile. Vedremo quali strumenti verranno proposti. Ma se ci viene detto che bisogna trovare 40 miliardi di euro, non c'è molto margine di manovra".
I risparmiatori che cosa devono fare?
"Non credo a rischi di default dell'Italia. Ci sono degli elementi di solidità che ci differenziano dagli altri Paesi. Gli investitori devono però aspettarsi ancora alta volatilità per tutto il 2011. Per questo, consiglio nervi saldi a chi ha un orizzonte temporale di medio-lungo termine: Sul breve, meglio essere conservativi e stare su strumenti liquidi".
E i titoli di Stato?
"E' sempre una questione di orizzonte temporale: se si hanno 5-7 anni si potrà avere delle opportunità. Però bisogna essere sicuri di non avere ripensamenti prima. Perché di fattori di rischio all'orizzonte ce ne sono. L'uscita dal tunnel sembra lontana: anche secondo i dati di Confindustria ci sono settori ancora messi particolarmente male. Il 2011 non andrà certamente bene per la crescita. E poi, resta il quesito del mio ex compagno di studi, Nouriel Roubini, sulle probabilità di un'Unione europea che si spacchi. E secondo me presto il mercato comincerà a quotare delle probabilità di un euro frazionato. Insomma, credo che nei prossimi mesi questo tema si porrà a partire dalla Grecia, ma a prescindere da questa. E i mercati magari creeranno anche delle opportunità di arbitraggio".



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