Lotta dura, Cgil: "Sciopero generale il 6 maggio"
Lo sciopero generale della Cgil sarà il 6 maggio. Lo ha annunciato il segretario generale, Susanna Camusso, parlando all'attivo dei delegati di Modena. Lo sciopero sarà di quattro ore con manifestazioni territoriali. La ragione fondamentale della protesta è dare una scossa al Paese per sollecitare un cambiamento a partire dalle emergenze del lavoro e dell'economia. "Partiamo fin da ora con una serie di iniziative - ha aggiunto - . Sarà una grande mobilitazione per tutto il paese". "La situazione che stiamo vivendo è difficile - aveva detto pochi giorni fa Camusso - . Ce ne rendiamo conto. Noi però vogliamo dare una scossa al governo partendo dai problemi del lavoro che è e rimane una emergenza dimenticata".
La richiesta della giornata di sciopero generale era stata approvata dal direttivo Cgil: "Il governo sta affossando il Paese", aveva affermato Susanna Camusso, e "sulla base di questo giudizio" proclamare lo sciopero generale per la Cgil è "una scelta di responsabilità". La motivazione politica ("Nel senso alto della parola politica, se no nascono polemiche", aveva precisato Camusso) dietro la decisione del sindacato era stata rimarcata dal segretario generale anche ai microfoni di Rai 3: "Noi abbiamo annunciato lo sciopero generale perché pensiamo che questa sia l'epoca della responsabilità e che ognuno deve mettere in campo ciò che lo rappresenta e che può cambiare questo paese".
Nell'analisi della Cgil, lo scenario economico italiano è preoccupante perché lascia intravvedere una ripresa "senza occupazione", mentre sono drammatici i dati sulla disoccupazione giovanile quasi al 30%, "perché è stabile e non ci sono segni di cambiamento ed evoluzione positiva".
La decisione dello sciopero generale era stata presa la scorsa settimana dal comitato direttivo nazionale della Cgil che aveva dato mandato alla segreteria confederale di decidere data e modalità della protesta. Il documento approvato dal direttivo riassumeva le questioni più spinose del mondo del lavoro per le quali veniva votato lo sciopero: "E' necessario rimettere al centro il tema del lavoro e dello sviluppo - si leggeva tra l'altro - , riconquistare un modello contrattuale unitario e battere la pratica degli accordi separati, riassorbire la disoccupazione, contrastare il precariato, estendere le protezioni sociali e ridare fiducia ai giovani. Serve una nuova stagione fatta di obiettivi condivisi e rispettosi della dignità del lavoro e serve definire le regole della democrazia e della rappresentanza".



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