Cgil, entro fine anno a casa 400 mila precari
Sara' un Natale amaro, soprattutto per i precari. Sarebbero circa 400 mila i lavoratori a termine e a progetto - solo nel settore privato - che rischiano di perdere il posto e rimanere senza tutele alla fine dell'anno. La stima della Cgil, che l'Agi e' in grado di anticipare, e' basata su una platea di riferimento di 3,4 milioni di lavoratori precari nel privato, di cui 1,8 milioni a tempo determinato, 1 milione di collaboratori, 200 mila lavoratori interinali, 300 mila con partita Iva e 100 mila occasionali. Di questi 400 mila circa, secondo i calcoli del sindacato di Corso Italia, rischiano di perdere il posto per effetto della scadenza al 31 dicembre di contratti a termine e collaborazioni a progetto. 
Susanna Camusso
La Cgil ritirera' lo sciopero solo se le risposte del governo saranno "all'altezza dei problemi". Replica cosi' il sindacato di Corso Italia alle affermazioni del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che si e' detto convinto che lo sciopero del 12 dicembre verra' revocato.
"Il governo presenti prima le proposte poi noi faremo le nostre valutazioni", ha sottolineato il segretario confederale Susanna Camusso, "anche se le risposte finora filtrate non sembrano all'altezza dei problemi. L'unica cosa rintracciabile e comprensibile nelle parole di Sacconi e' che intendono rifinanziare gli ammortizzatori sociali ma non c'e' nessuna riflessione sui precari da questo punto di vista. Non ho nemmeno sentito una parola sui redditi da lavoro e dei pensionati, perche' probabilmente non ci sono soldi".
Sulla stessa linea il segretario confederale Agostino Megale. "Se le risposte che il governo ci dara' domani saranno in sintonia con gli obiettivi che abbiamo avanzato - ha spiegato - trarremo le dovute conseguenze anche se dalle prime indiscrezioni le misure non sembrano essere all'altezza". Infatti, prosegue Megale, "se dovesse essere confermato il bonus di cui si parla per le famiglie con quattro o piu' figli vorrebbe dire un 1,7% sul totale delle famiglie, circa 360 mila, assolutamente insufficiente e inadeguato a una necessita' di redistribuzione su tutti i redditi medio e bassi". In ogni caso quindi, conclude, "la nostra valutazione non potra' che essere associata all'efficacia delle risposte del governo sul versante dei redditi, dell'occupazione e degli investimenti".
Megale ricorda che la Cgil si aspetta attenzione per quanto riguarda il sostegno ai redditi "a partire dalla riduzione delle tasse sulla tredicesima per circa 500 euro al lavoratore e a pensionato, ai quali vanno aggiunti anche coloro che la tredicesima non ce l'hanno come i collaboratori". Oltre a queste il sindacato, continua Megale, chiede "misure di sostegno sulla cassa integrazione in deroga, sugli ammortizzatori sociali per chi non ha nessuna tutela in questa crisi ma anche un rilancio degli investimenti con particolare attenzione al sostegno all'industria nel suo complesso".



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