Fisco/ Da cdm ok al taglio dell'acconto Irpef
![]() Giulio Tremonti |
A trarre beneficio dal decreto del governo saranno dunque i professionisti, i piccoli negozianti e gli artigiani, ovvero il popolo delle partite Iva. Restano escluse le aziende di capitali, che versano gli acconti Irap e Ires, e i lavoratori dipendenti di ogni tipo di azienda che non pagano l'acconto Irpef.
In un primo momento sembrava che il differimento fiscale riguardasse solo Ires e Irap per un totale complessivo di circa 3,5 miliardi di euro. In seguito si è venuto a sapere che riguarderà invece soltanto l'Irpef, per un totale di circa 3,6 miliardi, come spiegato dal portavoce del governo, Paolo Bonaiuti.
Del resto, anche nell'ordine del giorno della seduta si parlava espressamente di Irap e Ires. In sostanza, sembrava che si volesse concedere più tempo anche alle imprese che entro il 30 novembre devono versare il 60 per cento dell'imposta, dopo aver versato a luglio il 40 per cento.
"Con esattezza si tratta del taglio dell'Irpef, cioe' dell'imposta sulle persone fisiche, per un valore di tre miliardi e seicento milioni. Una cifra importante perche' riducendo gli acconti che i cittadini devono pagare entro la fine di novembre si lascia piu' liquidita' nelle tasche della gente", ha spiegato Bonaiuti.
La misura allo studio del governo, isomma, concentra gli sforzi sull'acconto dell'imposta sui redditi delle persone fisiche per dare fiato alle famiglie e un po' di slancio alle spese prenatalizie. E' in corso un confronto tecnico per definire le percentuali di riduzione degli acconti.
Fino a mercoledì sera, il decreto annunciato al vaglio del consiglio dei ministri prevedeva "Disposizioni in materia di differimento del versamento dell'acconto dell'Iras e dell'Irep", ma non faceda menzione dell'Irpef. La decisione di modificare il testo stralciando il beneficio per grandi imprese e societa' di capitale sarebbe stato deciso dopo la riunione a palazzo Chigi.



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