Scandalo Enav-Finmeccanica. Di Lernia: "Portai i soldi a Casini". I verbali

"Pugliesi mi disse che quei soldi erano destinati a Casini. Vennero consegnati al tesoriere dell'Udc, perché erano assenti sia Lorenzo Cesa che Casini, impegnati in un'operazione di voto". Lo dice l'imprenditore Tommaso Di Lernia, rivelazioni che emergono dagli interrogatori dei Pm di Roma che stanno indagando sull'inchiesta Enav e che hanno ricostruito come i faccendieri "facevano i compiti" in un sistema "corrotto" in cui i politici pilotavano gli appalti e che era a conoscenza dell'ad di Finmeccanica Guarguaglini e della moglie Marina Grossi, Ceo della controllata Selex. Interrogatori di cui Repubblica rivela i verbali. Testi che mettono in luce un sistema corrotto in cui Enav è stata "tasca" e "feudo dell'Udc", dei suoi leader Pierferdinando Casini e Lorenzo Cesa. "Come di An", di almeno un suo ex ministro (Altero Matteoli), della "corrente del sindaco Alemanno", di "Gasparri e La Russa".
ECCO I VERBALI
Soldi all'Udc, lavori per Follini. Il 2 febbraio del 2010, negli uffici romani dell'Udc in piazza di Spagna, alla presenza dell'ad di Enav Guido Pugliesi che li ha sollecitati, Di Lernia consegna 200 mila euro in contanti nelle mani del tesoriere del partito, Giuseppe Naro. Dice: "Pugliesi mi disse che quei soldi erano destinati a Casini. Vennero consegnati al tesoriere dell'Udc, perché erano assenti sia Lorenzo Cesa (il segretario del partito, ndr) che Casini, impegnati in un'operazione di voto, secondo quanto disse il tesoriere".
La presenza di Pugliesi e la circostanza che il "contributo" venga chiesto a un imprenditore che lavora con Enav e sia destinato all'Udc, non sono un caso. "Il braccio destro di Pugliesi in Enav, Raffaello Rizzo, aveva il ruolo di favorire le imprese che erogavano finanziamenti all'Udc. Sostanzialmente, portavano finanziamenti alle feste del partito e facevano donazioni".
Il rapporto con l'Udc è "antico". Sicuramente risale al primo governo Berlusconi. "Ricordo anche - aggiunge Di Lernia - che in un'occasione, per appalti a Venezia, vennero assegnati lavori alla "Costruzioni e Servizi", società vicina a Follini, all'epoca vicepresidente del Consiglio".
Matteoli e la corrente di Alemanno. Enav, come il suo amministratore delegato, ha due padroni. Con l'Udc, la vecchia An. Spiega Di Lernia: "Rizzo favoriva anche le imprese che erogavano finanziamenti alla frangia romana riconducibile al sindaco Alemanno. I finanziamenti agli uomini di An, secondo quanto mi ha riferito Pugliesi, avvenivano direttamente nel suo ufficio, dove gli imprenditori portavano le somme di denaro che lui poi dava agli uomini di An".
E, in un caso, i ricordi di Di Lernia si fanno nitidi. "Enav acquisì per una cifra spropositata, circa 15 milioni di euro, un ramo di azienda della "Optimatica", società vicina al ministro Altero Matteoli, che finanzia una fondazione a lui riconducibile.
Enav affidò a Optimatica con delibera dell'amministratore delegato, appalti per 9 milioni e 900 mila euro, di poco inferiore alla soglia per cui era necessario l'intervento del cda. Si trattava di lavori privi del valore indicato nell'assegnazione".
Di "Optimatica", prosegue Di Lernia, Matteoli parla direttamente con Pugliesi in un incontro a Roma. "Nieddu (ex presidente di Enav, che in un'occasione Di Lernia corrompe con 300 mila euro), mi parlò di un incontro avvenuto all'Harry's bar tra Matteoli, Pugliesi e Tulliani di Optimatica. Matteoli, all'epoca, sponsorizzava Luigi Martini (già deputato di An) per la nomina a presidente di Enav, perché debitore verso Martini di un favore che aveva ricevuto. Non so se si trattò dell'assunzione in Alitalia, ovvero del passaggio di un brevetto o un'abilitazione del figlio di Matteoli. Circostanza che ne ha poi consentito l'assunzione in Alitalia. Martini faceva parte della commissione di concorso". Un fatto, a dire di Di Lernia, è certo: "L'appoggio a Matteoli garantì a Pugliesi la sua riconferma quale ad".


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