Bpm, Arpe dissotterra l'ascia di guerra. Conto alla rovescia per il rinnovo dei vertici

di Luca Spoldi
Finale in crescendo per Piazza Affari e le borse europee, trascinate dai guadagni dei maggiori titoli bancari nonostante l’assoluta assenza di qualsivoglia novità ufficiale sul tema della crisi del debito (novità che secondo il parere di molti operatori difficilmente emergerà questo fine settimana ma solo nel prossimo in occasione della riunione del G20 del 3 e 4 novembre). A Milano resta relativamente cauta Banca Popolare di Milano, che domani vede le sue diverse anime andare alla conta in assemblea dopo che oggi non sono mancati appelli, contrappelli e polemiche quasi che domani si votasse per eleggere il presidente degli Stati Uniti più che i nuovi vertici di Piazza Meda.
All’attuale direttore generale Enzo Chiesa che ai soci-dipendenti dell’Associazione Amici della Bipiemme (che lo hanno candidato a futuro presidente del Consiglio di Gestione) ieri aveva ribadito di non “provare fastidio” di fronte a “quelli che mi mettono le mani in casa”, sottolineando come “la nostra casa la mettiamo a posto noi, da soli”, ha oggi replicato “l’estraneo” ma battagliero Matteo Arpe, patron del fondo Sator (impegnatosi lo scorso anno nel rilancio e ristrutturazione di Banca Profilo) e indicato come consigliere delegato della Bpm in caso di vittoria della Lista Messori (appoggiata dai sindacati di Fabi, Fiba-Cisl e da una parte dei soci-pensionati di Bpm).
Quella di Bpm per Arpe è “una tipica situazione all’italiana, come ne abbiamo visto in passato: le stesse persone responsabili della crisi attuale si propongono come salvatori” ha spiegato l’ex golden boy della finanza italiana, che non ha mai avuto problemi a dire ciò che pensava anche in Mediobanca o Capitalia. Per Arpe a Bpm “serve soprattutto un nuovo approccio manageriale per ritrovare credibilità” e per questo il banchiere ha dato la propria disponibilità “a partecipare a un comitato gestionale, purché ci sia un cambiamento di governance reale e senza compromessi, che tracci una linea chiara rispetto al vecchio modo di agire, nel quale le associazioni esterne hanno compromesso l’indipendenza della banca”.
Non solo: Arpe ha anche reso noto di aver indirizzato una lettera al Segretario Generale della Uilca, Massimo Masi (che ha dichiarato nelle scorse settimane di appoggiare la lista degli “Amici della Bipieme”), in risposta ad alcune dichiarazioni dello stesso Masi. “Ritengo che, anche nella contrapposizione, il rispetto sia la cifra delle persone” premette nella lettera Arpe, ma poi parte al contrattacco sottolineando come nelle dichiarazioni di Masi riportate in questi giorni dalla stampa siano stati citati “stralci di messaggi telefonici e, ancora più grave, riferisci a me affermazioni false. Ho ovviamente copia dei messaggi scambiati. Nel tuo messaggio del 3 ottobre scorso - aggiunge Arpe - non solo non auspicavi che Andrea Bonomi e io diventassimo investitori della banca, ma l’inverso”.
Nelle sue risposte il numero uno di Sator non avrebbe “assolutamente sollecitato e neppure citato l’ipotesi di commissariamento” (che invece è a lungo circolata sui giornali italiani, ndr), dichiarando invece “di ritenere auspicabile, in luogo di querele ai giornali, che ti dissociassi dai firmatari del documento “promozioni politiche”, in linea con altre organizzazioni sindacali e con quanto successivamente ha fatto lo stesso Cda” di Bpm. Col che Arpe considera “chiuso l’incidente” ed attende la conta di domani, quando all’assemblea potrebbero partecipare fino a 6 mila o più soci che dovranno decidere che futuro vogliono immaginarsi per la loro banca. Piazza Affari, dopo aver fatto salire il titolo di circa il 40% nell’ultimo mese, attende a sua volta l’esito della battaglia all’ultima delega.


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