Caro-vita/ Bene le sottomarche di pasta, bocciate le uova bio: ecco le 10 regole d'oro per risparmiare sulla spesa alimentare
In occasione della giornata di mobilitazione contro il carovita alimentare, indetta dalle Associazioni dei consumatori per il 18 settembre, l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato in decalogo per risparmiare sulla spesa: ecco le dieci regole d'oro salva-portafoglio
- Comperando frutta e verdura nei mercati rionali alle ore 13, si risparmia fino al 50%, in quanto i prezzi scendono perché i prodotti rischiano di appassire o alterarsi.
- In ogni caso non c’è molta differenza qualitativa fra gli ortofrutticoli di categoria B e quelli di categoria A o Extra: la differenza è solo estetica.
- Preferire i banchi degli ortolani, che vendono propri prodotti, in particolare quelli che ne espongono pochi: costano meno.
- Nei supermercati comprare solo generi di prima necessità (pane, pasta, pelati, carni, olio, eccetera), che hanno prezzi bassi per attirare la clientela. Gli ortofrutticoli costano di più.
- La carne bovina a prezzo più basso non è peggiore: è solo ricavata dal quarto anteriore, che costa meno, ma ha lo stesso potere nutrizionale del quarto posteriore.
- Il pane casareccio con farina zero o, meglio, 1, costa meno ed è migliore del pane con farina “00” perché contiene più fibra.
- I pelati costano assai meno della passata o della polpa di pomodoro.
- Le uova biologiche costano di più, ma da vari studi è emerso che non hanno niente di particolare.
- Marche non conosciute di pasta e di basso prezzo possono contenere un buon prodotto, perché fatte da aziende che non spendono in pubblicità. Conviene provare.



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