Casi e casini di borsa/ Campari in rosso: con mercati così volatili basta un report a incidere sulle quotazioni
I mercati restano volatili e chi può approfitta di ogni spiraglio di sereno per alleggerire le posizioni, come fanno i fondi Kiwi di Elserino Piol che oggi hanno ceduto circa 3,5 milioni di azioni Yoox, corrispondenti al 6,8% del capitale sociale, affidandosi a Goldman Sachs e Mediobanca per il collocamento rivolto a investitori istituzionali in Italia e all’estero. O per lanciare un aumento di capitale, come Unipol, che dal prossimo 21 giugno vedrà trattati in borsa (fino al 2 luglio, con esercizio dei medesimi che dovrà avvenire entro il 9 luglio) i diritti relativi all’aumento che il Cda convocato per stasera definirà nei dettagli (prezzo di emissione dei nuovi titoli, loro numero per categoria, rapporto di opzione).
Chi invece non è impegnato in operazioni straordinarie deve comunque guardarsi dai giudizi degli analisti, che dopo le continue revisioni al rialzo dei mesi passati da qualche tempo stanno diventando sempre più prudenti. Così in una giornata in cui Ubs lima giudizi e prezzi di molte banche è Campari a pagar dazio (con un calo del 2,67% nonostante il lieve rialzo degli indici generali di mercato), dopo che gli esperti di Bank of America Merrill Lynch hanno tagliato la raccomandazione da “buy” (acquistare) a “neutral”.
A nulla sembra essere servito, almeno per ora, il contemporaneo lieve incremento del target price, portato da 4,6 a 4,7 euro per azione, né il miglioramento delle stime sugli utili per azione (ora gli analisti prevedono che il gruppo piemontese possa guadagnare rispettivamente 0,275, 0,306 e 0,336 euro per azione nel triennio 2010-2012). Una revisione prudenziale del giudizio motivata dalla performance messa già a segno dal titolo negli ultimi tempi (+2,66% nell’ultimo mese, +12,48% a sei mesi), performance che ha portato i multipli prezzo/utili prospettici attorno alle 13,7 volte e il rendimento sul cash flow vicino al 7%, vale a dire valutazioni leggermente a premio rispetto al comparto.
Ci può anche stare, ma a breve non sembrano esservi ulteriori spazi di crescita per le quotazioni, mentre a medio termine sarà importante vedere se il gruppo sarà in grado di riprendere la strada della crescita tramite acquisizioni strategiche, come del resto già confermato dal management che ha dichiarato di voler effettuare un’acquisizione nel range dei 500 milioni di euro. Operazione che se si riusciranno a strappare valutazioni non eccessive potrebbe migliorare l’efficienza di un bilancio che sul fronte della crescita organica dovrebbe vedere una frenata (ci si attende una crescita delle vendite attorno al 4,7% dopo il +14,5% segnato nei primi tre mesi) ma mantenersi solido, grazie in particolare al buon andamento che il gruppo continua a registrare negli Stati Uniti (che da soli dovrebbero crescere nel trimestre del 14,6%).
Luca Spoldi



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