Cambi/ Pressing Ue sulla Cina: necessario apprezzamento yuan
Se il premier cinese Wen Jibao, da qualche giorno in visita in Europa in previsione dell’incontro bilaterale Ue-Cina di stamane, aveva sperato che bastassero le dichiarazioni di buona volontà ad aiutare la Grecia a superare la crisi in cui versa anche attraverso l’acquisto di titoli di stato di Atene, o le rassicurazioni circa la volontà di Pechino di mantenere gli investimenti denominati in euro ed anzi offrire il suo supporto per una stabilizzazione dei rapporti di cambio, la risposta delle autorità europee non si è fatta attendere e non è forse quella che il Jiabao si attendeva.
Secondo il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker, la Cina deve infatti passare dalle parole ai fatti e promuovere un “significativo” rafforzamento dello yuan, perché “il reale tasso di cambio della Cina resta sottovalutato”. Gli fa eco il presidente della Banca centrale europea (Bce), Jean-Claude Trichet, confermando che il cambio dello yuan resta “inferiore” alle aspettative europee, pur elogiando la collaborazione e il dialogo “molto stretti” che esistono tra la Bce stessa e la banca centrale cinese.
La rivalutazione della valuta di Pechino, spiega Trichet, “non è stata esattamente quella che avevamo sperato” e sarebbe opportuno che “la flessibilità dello yuan” rifletta “i fondamentali dell’economia” cinese. “E’ importante - ha concluso il numero uno di Eurotower - che gli impegni presi dalla Cina siano confermati e trasformati in azioni politiche concrete”. I toni sono dunque differenti da quelli, più diretti, utilizzati dall’amministrazione Obama, ma la sostanza è la stessa, tanto gli Usa quanto l’Europa chiedono a Pechino di rivalutare la propria divisa per dare sfogo alle esportazioni occidentali.
Un confronto che prosegue da tempo ed ai cui esiti guarda con interesse anche il Giappone, dove stamane la Bank of Japan (BoJ) ha pensato bene di tagliare i tassi dallo 0,1% allo 0%-0,1%, ribadendo in una nota che intende mantenere “virtualmente a zero” il costo del denaro “il più a lungo possibile” per dar modo alla ripresa economica di superare le incertezze di questi ultimi mesi. In più la BoJ ha annunciato che intende creare altri 5 triliardi di yen (circa 60 miliardi di dollari) acquistando titoli governativi e altri asset.
La mossa ha sorpreso gli operatori, che si attendevano la conferma dei tassi e semmai l’annuncio di nuovi acquisti di titoli obbligazionari bancari (il relativo piano è stato invece mantenuto fermo a 30 triliardi di yen), ma ha incontrato il favore di molti esponenti politici e delle imprese, che da tempo chiedevano il varo di misure in grado di sostenere l’economia e calmierare lo yen, finito qualche giorno fa sui massimi degli ultimi 15 anni contro dollaro. Se Pechino dovesse aderire alle richieste di Stati Uniti ed Europa anche per Tokyo potrebbero dunque aprirsi nuove opportunità commerciali in Cina.
Luca Spoldi



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