Cambi/ Il Giappone interviene per frenare il super-yen
Il governo giapponese e' intervenuto per frenare la corsa dello yen vendendo valuta. E' la prima volta dal marzo 2004 e la mossa e' stata decisa dopo che la divisa nipponica ha toccato i massimi da 15 anni contro il dollaro a 82,57.
A seguito dell'intervento, il biglietto verde ha riguadagnato terreno e il cambio si attesta attorno a quota 85. Le autorita' giapponesi alla fine hanno deciso di intervenire direttamente sul mercato vendendo yen. Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Jiji, il Giappone ha venduto yen per un ammontare di oltre 100 miliardi, pari a 1,21 miliardi di dollari.
Lo yen era infatti salito fino a 82,87 dollari prima dell'intervento, toccando un nuovo massimo da 15 anni nei confronti della divisa statunitense, e successivamente e' sceso di oltre il 2%. Il ministro delle Finanze, Yoshikiro Noda, ha confermato l'intervento e ha fatto sapere che il Giappone e' in contatto con le altre autorita' internazionali ma ha agito da solo.
La Fed e il Tesoro statunitense non hanno voluto commentare immediatamente l'azione giapponese. Successivamente la Boj si e' detta pronta a non sterilizzare l'intervento e il governatore Masaaki Shirakawa ha detto che continuera' a fornire ampia liquidita' ai mercati.
La mossa della banca centrale ha subito provocato reazioni in Borsa. Tokyo ha chiuso in netto rialzo, con un guadagno del Nikkei ben superiore ai due punti percentuali, al 2,34% a 9.516,56 punti, mentre il più ampio Topix ha guadagnato l'1,65% a 848,64 punti. Gli operatori vedono infatti come una minaccia uno yen troppo forte per una economia, come quella giapponese, fortemente orientata all'export. Sono stati proprio i titoli delle società esportatrici a festeggiare l'intervento, come Sony e il produttore di parti elettroniche Kyocera.



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