Cadbury/ Stitzer ribadisce il suo “no” a Kraft, Hershey e Ferrero studiano le contromosse
Come prevedibile l’offerta di Kraft Foods che valuta la britannica Cadbury Plc 10,1 miliardi di sterline (727 pence per azione), identica a quella già rigettata a settembre dal Cda del gruppo dolciario di Sua Maestà, non ha fatto breccia nel cuore dei manager britannici, che dunque l’hanno nuovamente definita inadeguata in quanto “sottovaluta in modo sostanziale” il gruppo, secondo quanto ha ribadito il numero uno di Cadbury, Todd Stitzer.
Stitzer, parlando stamane nel corso di una conference call, ha inoltre fatto sapere che il gruppo inglese è stato contattato da “terze parti” interessate a “possibili combinazioni di business” ed ha fornito intanto nuove e migliori previsioni per quanto riguarda l’andamento futuro del business, con margini operativi visti ora in crescita sino al 16%-18% entro il 2013 e una crescita delle vendite che, grazie alla crescente domanda sui mercati emergenti, dovrebbe risultare pari al 5%-7% annuo per i prossimi quattro anni (contro precedenti stime che fissavano al 4%-6% annuo l’obiettivo di crescita).
Stitzer non ha fatto nomi, ma i possibili pretendenti sono l’americana Hershey, che ha già ammesso il proprio interesse (e che per il Wall Street Journal dovrebbe a giorni decidere se annunciare ufficialmente un’eventuale offerta formale) e l’italiana Ferrero, mentre non è chiaro se la svizzera Nestlè, che alcune fonti davano in contatto con la stessa Hershey per valutare una possibile offerta congiunta, sia ancora interessata alla partita e in che vesti.
Per Ferrero sarebbe un ripensamento clamoroso, dopo che quattro anni fa un accordo tra i produttori piemontesi e il gruppo che controlla, tra gli altri, i marchi di caramelle Halls e le gomme da masticare Trident, era apparso prossimo salvo poi svanire per la contrarietà del numero uno italiano, Michele Ferrero. Per ora da Alba hanno ammesso unicamente che l’azienda “sta esplorando” la possibilità assistita da due banche d’affari, Mediobanca e Rotschild (e dallo studio legale Allen & Overy).
Se non scontata quanto meno probabile appare il coinvolgimento, nel caso di un’offerta italiana per tutta o parte di Cadbury, dei “soliti nomi” del credito tricolore per finanziare l’operazione (UniCredit e Intesa Sanpaolo sarebbero sostanzialmente non contrarie a un loro ruolo nella vicenda). Ferrero, che finora non è mai ricorsa ad acquisizioni per crescere, ha in cassa nella capogruppo lussemburghese oltre 2 miliardi di euro di riserve, ma la potenza di fuoco complessiva sarebbe attorno ai 5 miliardi di euro.
Pochi se veramente si volesse rilanciare “in solitaria”, anche pensando al supporto delle banche italiane, ma abbastanza per mettersi in cordata con Cadbury (ed eventualmente Nestlè), puntando solo a caramelle e gomme da masticare, ottenendo al tempo stesso di accrescere il proprio business e di bloccare l’avanzata di un concorrente come Kraft Foods sempre più minaccioso.
Kraft che dal canto suo ha tempo fino al 19 gennaio per migliorare ulteriormente la propria offerta e fino al 2 febbraio per cercare l’approvazione da parte della maggioranza dei soci di Cadbury alla propria proposta. Un’ipotesi che per ora Stitzer non sembra prendere in considerazione, ma che potrebbe essere già pronta in caso di un rilancio da parte delle “terze parti”.
Luca Spoldi



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















