Portafoglio/Rendimenti in calo all’asta dei Btp, ma il mercato non si fida: lo spread Btp-Bund risale a 300 punti base
Ignazio Visco, direttore generale di Banca d’Italia, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, ha ammonito: lo spread Btp-Bund resta ancora troppo alto. Ma per gli analisti è anche artificialmente basso dopo gli interventi della Bce a sostegno dei titoli di stato italiani delle ultime due settimane. La riprova si è avuta stamane: dopo l’esito delle aste di titoli di stato, alle quali non può prendere parte, per statuto, la Banca centrale europea (e che vengono evitate, a causa della volatilità dei mercati, dagli stessi gestori di fondi comuni), lo spread è nuovamente risalito, riportandosi sulla soglia dei 300 punti base.
Apparentemente un non-senso, visto che in mattinata erano stati assegnati 2,99 miliardi di Btp scadenza luglio 2014, con un rendimento del 3,87% (dal precedente 4,80%), e 3,75 miliardi di Btp scadenza marzo 2022, con un rendimento del 5,22%, in calo dal 5,77% dell’asta di fine luglio. Ma in entrambi i casi la domanda ha superato di poco l’offerta (rispettivamente 1,31 e 1,27 volte), mantenendosi sugli stessi livelli del mese scorso a conferma della prudenza degli operatori e dei rischi che se non si troverà una soluzione definitiva alla crisi del debito greco (che ancora non è emersa) la possibilità di nuovi crolli del mercato (e quindi di un rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato) resta sullo sfondo.
Motivo in più per preferire, quale parcheggio temporaneo della vostra liquidità, soluzioni d’investimento estremamente prudenziali, quali titoli a breve scadenza (a 3 o 6 mesi) o meglio ancora a tasso variabile come le ultime emissioni di Cct indicizzate all’Euribor, che in questi giorni è leggermente calato per il diffondersi di attese circa uno slittamento dell’ulteriore ritocco all’insù dei tassi ufficiali rispetto alle ipotesi circolate fino a luglio di un ulteriore incremento dello 0,25% già prima della fine dell’anno.
In ogni caso la duration (ossia la durata media residua, ma anche la sensibilità alle variazioni dei tassi d’interesse) di qualsivoglia portafoglio obbligazionario dovrebbe mantenersi modesta per affrontare senza troppi patemi un secondo semestre che forse non raggiungerà le punte di volatilità viste sui mercati in queste ultime settimane ma che si presenta tutt’altro che agevole, visto che continua il braccio di ferro in Europa tra favorevoli e contrari alla nascita degli Eurobond da un lato e che le manovre che i paesi europei stanno cercando di varare avranno un impatto negativo sulla ripresa (come ha ricordato lo stesso Visco).
Col rischio che i tassi restino sì modesti ma che si accompagnino ad un restringimento netto del reddito disponibile e dunque non bastino neppure a compensare l’effetto negativo per “tax payer” italiani ed europei dell’incremento delle imposte (per chi le paga) e del taglio dei servizi pubblici. Una situazione ancora estremamente fluida in cui non pare il caso di imbastire operazioni eccessivamente “a rischio” nel tentativo di recuperare qualche frazione di punto percentuale di rendimento a fine anno.
Luca Spoldi



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















