Crisi/ Accordo sul fiscal compact. Regole Ue per la crescita

Dopo un difficile inizio e l'opposizione dei Paesi dell'Est, Polonia in testa, prende più concretezza il nuovo Fondo salva Stati permanente, lo European stability mechanism. L'intesa dei ventisette sul nuovo Patto di bilancio al vertice Ue di Bruxelles, sembra infatti avvicinarsi. La Polonia "è pronta a firmare", fanno sapere fonti internazionali. La partecipazione dei paesi no-euro ai summit Eurolandia (alla quale si opponeva la Francia) era l'ultimo ostacolo ad un accordo. Il Fondo salva Stati sarà operativo da luglio.
In una Bruxelles paralizzata dagli scioperi contro la disoccupazione e le misure di austerità, l'accordo sul fondo sarebbe stato raggiunto dai capi di Stato e di governo europei, riuniti a Bruxelles. L'Esm potrà finanziare gli Stati europei in crisi fino a 500 miliardi e assumerà il posto dell'Efsf, lo European financial stability facility. "L'accordo c'è, ma il Trattato sarà firmato più avanti", spiega una delle fonti riferendosi al trattato che dovrà disciplinare il funzionamento del fondo. In origine, il Fondo salva Stati doveva nascere a gennaio 2013 ma la Germania ha spinto i partner comunitari ad accelerare i tempi per dare all'Unione un più efficace e permanente meccanismo di difesa contro la crisi dei debiti sovrani che sta colpendo le economie periferiche dell'Eurozona.
Quanto al "Fiscal Compact", cioè l'accordo di bilancio, la giornata di vertice è stata segnata dagli ostacoli messi di Polonia e Repubblica Ceca, non soddisfatte delle regole fissate per la partecipazione dei Paesi non euro. La Polonia minacciava di non aderire al nuovo Patto se non fosse stata garantita voce in capitolo nelle decisioni anche ai Paesi non Euro. Il fatto che ora, secondo alcune fonti, "la Polonia è pronta a firmare", dovrebbe accelerare la decisione.
Il summit dei capi di Stato e di governo ha anche approvato la dichiarazione su crescita e occupazione, che indica tre priorità nell'azione degli esecutivi dei Paesi membri e di tutta l'unione: lavoro ai giovani, completamento del mercato interno e accesso al finanziamento per le Pmi. Ad annunciare l'accordo il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, su Twitter. Sempre in tema di lavoro, il presidente della Commissione Josè Barroso propone in otto Paesi tra i quali l'Italia piani nazionali entro tre mesi per fronteggiare la disoccupazione giovanile con obiettivi precisi definiti di concerto tra autorità nazionali, i partner sociali e la Commissione europea.
L'apertura del vertice è stata caratterizzata da una nota dell'agenzia di rating Moody's che ha criticato "il decreto Salva-Italia". Provvedimento che, secondo Moody's, "ridurrà il reddito disponibile delle famiglie attraverso un taglio dei trasferimenti e un aumento delle tasse" e porterà il Pil italiano a contrarsi dell'1% nel 2012. Ma il presidente Eurogruppo Jean Claude Juncker è accorso in aiuto del premier italiano: "Mi sembra che l'Italia abbia ritrovato il cammino della ragione", ha sottolineato Juncker, accendendo il semaforo verde alle misure economiche di Monti.


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