Brunetta dei (ricchi e) poveri
Di Giuseppe Morello
Gli stipendi e i curriculum dei dirigenti della pubblica amministrazione on line (presto anche quelli di magistrati e docenti universitari). È l’ultima idea di Brunetta, forse il miglior ministro di questo governo. Con una battuta infelice (poi perdonata) D’Alema lo definì un “energumeno tascabile”, nella speranza di dipingerlo antipatico e muscolare. In realtà Brunetta è un “riformista fantasioso” che il centrosinistra farebbe bene a invidiare, non avendo tra le sue fila persone altrettanto efficaci e determinate. Anche il centrosinistra ha avuto ministri della Funzione Pubblica molto preparati, seri ed animati da buonissimi propositi (Cassese, Bassanini, Niccolais), ma ai quali è sempre mancato il tocco vagamente folle e lo slancio ottimistico di Brunetta, che infatti sta riuscendo dove loro sono stati battuti.
Qualcuno gli rimprovera di non avere un disegno complessivo di riforma, e meno male – aggiungo io – perché i ministri che hanno agitato grandi riforme non hanno spostato una virgola, e invece Brunetta, un colpo qua e uno là, sta incidendo e debellando radicate e perniciose abitudini con un metodo condivisibile: dure spallate (talvolta apparentemente odiose) e incentivi, smuovere la palude con terapie scioccanti e premiare i tanti bravi che ci sono.
Grazie a questo Brunetta si è conquistato la stima di molti e una popolarità inaspettata specie tra le donne, pur essendo “verticalmente svantaggiato”. Sarà anche l’aura del potere, ma l’arguzia e l’intelligenza dell’uomo fanno sì che sia sempre attorniato da belle donne. Lui dice di essere stato imbranato un tempo (e gli crediamo), ma è bello sapere che anche i Brunetta possono trasformarsi in principi azzurri.



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