Borsa/ Piazza Affari in rosso
Seconda seduta negativa per Piazza Affari, che registra un netto ribasso appena piu' contenuto rispetto a quelli delle altre piazze europee e di Wall Street. A Londra l'indice Ftse 100 cede l'1,68% a 5.047,81 punti. Peggio fa Francoforte con il Dax che lascia sul terreno il 2,13% a 5.554,55 punti. A Parigi il Cac 40 perde l'1,97% a 3.720,77 punti. Chiusura con il segno meno anche per Milano, con l'indice Ftse Mib che perde l'1,79%% a 23.053,51 punti.
Tutti i listini sono stati penalizzati da alcuni dati macroeconomici Usa deludenti rispetto alle attese, in particolare quello sui sussidi di disoccupazione richiesti, in aumento anziche' in calo come era invece stato previsto dagli analisti. Il Ftse Mib archivia la giornata, cominciata in rialzo, con una flessione dell'1,79%, e a scendere sono tutti i principali valori del listino con due sole clamorose eccezioni: le performance di Fiat, in rialzo di quasi l'8% grazie alla prospettiva di un rilancio degli incentivi pubblici al settore dell'auto, e della finanziaria della famiglia Agnelli Exor (+2,37%), al suo debutto nel paniere dei titoli a maggiore capitalizzazione, dove e' entrata al posto di Alleanza. Giu' gli altri industriali, in bancari, gli energetici e Telecom Italia (-4,25%).
L'andamento in clamorosa controtendenza dei titoli del Lingotto, dopo le rassicurazioni del premier Berlusconi sulla disponibilita' del governo a sostenere il settore, ha offuscato il resto del listino, non impedendogli comunque di seguire l'andamento internazionale dei mercati e di chiudere in netto calo. In calo i volumi dell'attivita', attorno a 3,4 miliardi di controvalore (Fiat il piu' scambiato).
Ancora offerti i titoli bancari: a partire dai due principali, Intesa Sanpaolo (-2,07%) e Unicredit (-2,72%), due giorni dopo le rispettive decisioni sulle misure di rafforzamento patrimoniale. Ma scendono anche le quotazioni di Mediobanca (-1,28%), Banco Popolare (-3,05%). Il ritorno sopra quota 71 dollari del petrolio non e' servito a risollevare i titoli del comparto energetico, tutti generalmente offerti, cosi' come gli industriali ad eccezione di Fiat; in calo anche Stm (-2,47%).
Ma il ribasso piu' marcato del listino principale e' quello registrato oggi da Telecom Italia (-4,25%) penalizzata dall'abbassamento del giudizio di una societa' di rating.



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