Brasile, Lula: "Entro il 2016 saremo la quinta economia mondiale"
A poco dal passaggio delle consegne alla fedelissima Dilma Rousseff, il presidente uscente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva punta in alto. "Il Brasile sarà la quinta economia del mondo entro il 2016 e cioè "prima delle Olimpiadi", ha detto Lula, nel corso della posa della prima pietra del nuovo stabilimento Fiat di Ipojuca, nello stato nordorientale del Pernambuco.
Lula, che cederà i poteri il primo gennaio, ha elogiato l'impegno della Fiat "che ha fatto bene ad impegnarsi" in Brasile. Il gruppo di Mirafiori ha annunciato che investirà 1,3 miliardi di euro nel nuovo impianto di Ipojuca, parte di un programma di spese più ampio che prevede nel quinquennio 2011-2014 un totale di 4,4 miliardi di euro. A Ipojuca Fiat produrrà circa 200.000 vetture l'anno e darà lavoro a 3.500 persone.
Attualmente il Brasile è la decima potenza economica nel mondo ed è membro del raggruppamento non ufficiale chiamato Bric (Brasile, Russia, India e Cina), ovvero l'insieme dei quattro grandi Paesi emergenti a maggior crescita economica. Oggi si sta assistendo ad una lenta ma progressiva crescita dei redditi, ad un aumento qualitativo delle relazioni tra le varie regioni e ad un incremento della struttura comunicativa, tutti fattori che consentono al Paese di crescere unitariamente, evitando la sperequazione tra i vari Stati. Inoltre la popolazione sta aumentando ragionevolmente insieme alla crescita economica, favorita dal Mercosur (Mercato Comune del Cono Sud) e dalla Comunità delle Nazioni del Sud America.
Se il Brasile cresce con il turbo, la Cina, che secondo molti entro il 2025 potrebbe superare gli States e assumere il ruolo di locomotiva mondiale, ha appena messo in cantiere delle misure per raffreddare le spinte inflattive presenti nella propria economia. Venerdì, oltre al Pil, Pechino annuncerà anche il dato dell'inflazione di settembre. Dopo i recenti aumenti dei prezzi dei beni alimentari, la banca centrale cinese, sebbene sia solitamente restia a stringere il credito per contrastare la volatilità delle derrate agricole, probabilmente ha ritenuto opportuno lanciare un segnale per evitare il rischio di trascinamento sui corsi del non-food. "Stabilizzare i prezzi e creare occupazione sono le priorita' del governo cinese per il 2011", ha sottolineato infatti il presidente cinese Hu Jintao,
secondo quanto ha riferito l'agenzia Xinhua. "Bisogna fare un grande sforzo - ha detto il presidente in un discorso ai leader del Partito comunista - per salvaguardare l'offerta e la domanda di mercato, stabilizzare i prezzi delle commodity e promuovere la creazione di posti di lavoro".



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