Bpm, Arpe prova afare il miracolo. Ma a Piazza Meda è già tutto deciso

Giovedì, 13 ottobre 2011 - 15:45:29


 

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L'effetto Arpe su Bpm? Probabilmente, stando alle chiacchere raccolte da Affari a Piazza Meda, rimarrà soltanto confinato in Borsa, con i trader che, alla fine della settimana decisiva per decidere chi prenderà le leve di comando (il 22 ci sarà l'assemblea sul cambio di governance e le nuove cariche sociali), potranno brindare alla coraggiosa discesa in campo dell'ex enfant prodige della finanza italiana. Da circa un mese infatti, poco dopo la diffusione dei rumors circa l'apertura del dossier Bpm da parte di Arpe, il titolo Bpm è cresciuto di oltre il 40%. Performance che giustificherà il passaggio all'incasso degli operatori subito dopo il responso dell'assemblea che si svolgerà alla fiera di Milano (Rho). Appuntamento in vista del quale, dicono da Piazza Meda, sono già stati staccati 5000 biglietti.

La battaglia per succedere a Massimo Ponzellini (in partenza verso qualche controllata di Stato nonostante la Lega lo abbia mollato, fanno notare dai palazzi romani) vede infatti la contrapposione di due liste sindacal-finanziarie: da un lato, la lista Annunziata ovvero quella dei dipendenti-soci riuniti nell’associazione Amici della Bpm, il parlamentino di Piazza Meda che riunisce le principali sigle sindacali della banca, che ha candidato alla presidenza il commercialista e docente dell’Università Bocconi (Filippo Annunziata). Schieramento che conta anche sull'alleanza con Investindustrial, la società di investimenti che fa capo ad Andrea Bonomi. Dall'altra, la lista Messori, promossa invece sempre dai sindacati, ma nazionali e che vede un raggruppamento di dipendenti appoggiato dal numero uno del fondo Sator Matteo Arpe: in caso di vittoria, l'ex Capitalia diventerebbe consigliere delegato mentre Marcello Messori, docente universitario ex Assogestioni, presidente al posto di Ponzellini, ma in versione duale.

Le due cordate si sfideranno il 22 ottobre per conquistare la maggioranza del consiglio (11 su 19), mentre per le altre liste (una presentata dai fondi di investimento, un’altra dai soci privati non dipendenti capeggiati da Giorgio Lonardi, due dai partner strategici), si contenderanno i posti riservati alle minoranze.

Oltre al fatto che l'appuntamento (dove verrà votato per testa) è atteso con ansia, il sentiment che arriva da Piazza Meda è che Arpe, per riuscire a spuntarla, dovrebbe fare davvero un miracolo. La lista Amici della Bpm, che può contare su più di 7000 iscritti (su 8500 dipendenti della banca), ha sempre determinato infatti gli esiti dell'assemblea (l'ultimo clamoroso, a giugno, con la bocciatura della proposta di BankItalia di aumentare il numero delle deleghe per votare da tre a cinque). In più, la lista Amici può contare anche sui familiari e altri soggetti che orbitano intorno ai dipendenti iscritti alla potente associazione sindacale.

Dunque Arpe e le segreterie nazionali di Fabi (la principale sigla nazionale che rappresenta i lavoratori del credito) e Fiba-Cisl devono riuscire a convincere i dipendenti soci della bontà del loro piano per il rilancio della banca. E' per questo che, fanno notare gli osservatori, Arpe ha incentrato la sua "campagna elettorale" presso i dipendenti (oggi il secondo appuntamento a Milano) su un rafforzamento del rapporto cost/income, parametro fondamentale per misurare la redditività di una banca, senza ricorrere agli esodi (il momento del mercato bancario,  per la crisi dell'eurodebito, non è dei migliori), ma aumentando i ricavi attraverso l'apertura di nuovi sportelli. Una replica, quindi, dell'esperienza vincente in Capitalia che potrebbe prevedere anche l'apertura di alcuni sportelli il sabato (a Roma fu battezzata come operazione Delta).

La strategia, sulla carta, rassicura i soci-dipendenti sugli incerti destini della banca che, oltretutto, dovrà ricapitalizzarsi per 800 milioni di euro. A Piazza Meda, però, dopo aver bussato ad Andrea Bonomi, gli Amici hanno già scelto e Arpe, che ha anche sottolineato di voler "metterci la faccia per poter essere parte del rilancio della banca" senza però " scendere a compromessi", potrebbe rappresentare un cavallo difficile poi da imbrigliare nel futuro. Soprattutto per una banca dove, come ha denunciato il numero uno della Fabi Lando Sileoni riferendosi ai potenti Amici della Bpm, "un'enclave autoreferenziale" ha sempre giocato "a fare il banchiere, senza averne competenze e responsabilità.  

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