Bpm/ Bonomi, con presidenza Cdg pronti a salire a 10%. Serve un aumento di capitale non tsunami proposto da Arpe. E alla Consob dice: "Non abbiamo patti con nessuno"
Andrea Bonomi e' pronto ad arrivare al limite consentito del 9,9% della Banca Popolare di Milano in cambio di due posti nel prossimo Consiglio di gestione dell'istituto di Piazza Meda, tra cui la presidenza che lui stesso si candida a ricoprire. "Abbiamo posto come condizione per un ulteriore investimento nella banca - ha spiegato il finanziere sceso in campo nella battaglia per i futuri vertici della Popolare milanese in conferenza stampa - di avere due persone di nostro gradimento nel Consiglio di gestione. Siamo disponibili a partecipare a questo aumento di capitale fino ai limiti consentiti di legge, che sono oggi il 9,99%". Bonomi ha poi quantificato l'investimento in una cifra "superiore a 100 milioni di euro" e vicina ai 150 milioni di euro, precisando di essere "disponibile a supportare la banca con altro capitale".
Il secondo membro che il Fondo Investindustrial indichera' per il Consiglio di gestione e' quello di Dante Razzano. "Alla Banca Popolare di Milano non serve un cambiamento radicale, uno "tsunami" come quello che propone Matteo Arpe", ha aggiunto poi Bonomi. "Non c'e' bisogno di uno tsunami - ha detto Bonomi in conferenza stampa - Arpe, sempre che sia disponibile perche' ancora non e' chiaro, e' bravissimo ma francamente non mi sembra che questa banca abbia bisogno di un cambiamento che viene da fuori. Normalmente i cambiamenti funzionano meglio se vengono da dentro". Via libera quindi per Bonomi all'eventuale affidamento della gestione di Bpm all'attuale direttore generale Enzo Chiesa, scelta che, a
suo dire, non sarebbe neanche in contrapposizione con l'auspicio di cambiamento espresso dalla Banca d'Italia: "L'auspicio - ha sottolineato Bonomi - e' a un cambiamento non della persona di Chiesa, ma di come e' gestita la banca. Chiesa ha fatto un piano industriale che comporta un cambiamento e bisogna dargli fiducia. E' - ha proseguito - una persona capace e che conosce tutti, poi noi saremo li' a vegliare che porti avanti i cambiamenti richiesti". Bonomi, dopo che Arpe si e' detto pronto a 'mettere la faccia' scendendo personalmente in campo per Bpm, si e' detto ugualmente "disponibile a giocarmi la faccia, che qui sembra la prima richiesta". "Noi - ha pero' aggiunto - ci abbiamo messo i soldi oltre che la faccia"
La lista presentata da Investindustrial, ha concluso Bonomi che così ha risposto anche alla lettera inviata dalla
Consob, non ha alcun legame con le altre liste depositate. "Oggi non abbiamo nessun patto con nessuno, anzi - ha sottolineato - stiamo discutendo con tutte le liste. Al momento non siamo nel Consiglio di gestione, non sappiamo chi ci sara', e neppure chi sara' nel Consiglio di sorveglianza. Se non ci vogliono nel Consiglio di
gestione, non investiamo e finisce la vicenda. Nel fatto che gli 'Amici' siano stati i primi a chiamarci - ha aggiunto, facendo esplicitamente riferimento al sospetto di un collegamento con l'associazione dei dipendenti soci - nessuno vede, ne' noi ne' i nostri avvocati, alcun collegamento".


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