Bpm/ Uilca appoggia lista dei dipendenti soci
Nuovo atto nella battaglia interna ai sindacati dei soci-dipendenti di Bpm: dopo la bocciatura giunta ieri da parte delle segreterie nazionali di Fabi e Fiba Cisl che “non appoggeranno alcuna lista che fosse presentata dall'Associazione degli Amici della Bpm in accordo con investitori finanziari” (e che nel frattempo hanno commissariato il coordinamento sindacale interno a Bpm a causa dello scandalo legato alle promozioni di dirigenti-sindacalisti), la Uilca ha invece deciso di garantire il suo appoggio alla lista che gli “Amici” presenteranno per il prossimo Consiglio di Sorveglianza dell’istituto, come ha fatto sapere oggi Massimo Masi, segretario generale della sigla indicata come “vicina” all’attuale direttore generale Enzo Chiesa (oltre che al vicepresidente Graziano Tarantini).
Secondo la Uilca, peraltro, è indispensabile che si trovino “soluzioni in linea con le indicazioni della Banca d’Italia, che si operi con criteri trasparenti, rifiutando qualsiasi logica di lottizzazione e che si contempli l’ingresso di soci istituzionali il cui fine primario sia il rilancio dell’istituto”. Un’indicazione che sembra favorevole ad Investindustrial, fondo di private equity di Andrea Bonomi (noto finora principalmente per aver rilevato il controllo della Ducati), già ora socio al 2,673% del capitale ma dettosi pronto a salire sino al 9,9%. Ma che potrebbe significare anche una conferma alla presidenza di Massimo Ponzellini, finora spesosi per una soluzione unitaria della vicenda che vede Via Nazionale recitare il ruolo di arbitro unico del cambio di governance deciso dal Cda dell’istituto per venire incontro alla “moral suasion” di Bankitalia che chiede da tempo di dare più voce ai soci non dipendenti nella gestione della banca.
La mossa della Uilca rischia invece di complicare la vita all’associazione Credito e territorio, che raggruppa un migliaio di piccoli azionisti in prevalenza bolognesi guidati dal uno di Best Union, Luca Montebugnoli, cui non piacciono le nuove regole della governance “duale” di Bpm e che pare pronta a presentare una sua lista per il Consiglio di Sorveglianza. Mentre tutta da valutare resta la posizione tanto del fondo Sator, di Matteo Arpe (che intanto arrotonda la sua partecipazione nella controllata Banca Profilo), come del fondo Clessidra, di Claudio Sposito, entrambi apparentemente fuori dai giochi dopo essere stati indicati tra i protagonisti della possibile svolta a Piazzale Meda.
Luca Spoldi


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