Bpm verso il duale, consiglio di amministrazione fiume

Consiglio di amministrazione fiume, oltre cinque ore, della Banca Popolare di Milano. In un clima che viene descritto come piuttosto teso i consiglieri, arrivati in sede alla spicciolata intorno alle 14.30, stanno esaminando la bozza di nuova governance che prevede il passaggio al duale e, nell'ottica di ridurre l'anomalo peso dei dipendenti soci nella gestione della banca, una rigida distinzione tra consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione, con quest'ultimo titolare del governo della banca e ridotto a cinque membri di cui due non esecutivi.
Tra le novita' di maggior rilievo anche l'introduzione della figura del consigliere delegato, oggi assente nell'istituto, che secondo l'ultima bozza messa a punto dai vertici di Bpm a stretto contatto con la Banca d'Italia potrebbe coincidere con il direttore generale (oggi Enzo Chiesa).
Nel consiglio di gestione dovrebbero entrare manager di esperienza e qui, fanno notare fonti vicine alla vicenda, si aprirebbe lo spazio per un nome di spicco come Matteo Arpe o Andrea Bonomi.
Al board sarebbe stata proposta poi una ricapitalizzazione da 800 milioni di euro, a fronte della delega per massimi 1,2 miliardi; atteso anche il via libera finale alla fusione tra le banche di Alessandria e Legnano. 'Traballante' la posizione del presidente Ponzellini che, anche in caso di approvazione dell'ultima bozza di duale, potrebbe non essere ripresentato nelle liste per il consiglio di sorveglianza.


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