Titoli di Stato/ Bot, rendimenti ai massimi dal 2008

Martedì, 27 settembre 2011 - 11:57:26

Le attese per un maxi piano da 3 mila miliardi di euro che consente alle banche del vecchio continente di non risentire dell’eventuale default della Grecia e metta al riparo le maggiori economie mondiali (Stati Uniti in testa) da eventuali spiacevoli contraccolpi continuano a far recuperare terreno alle  borse stamane, anche se già dalla Germania il ministro delle finanze Wolfgang Schauble ha chiarito ieri pomeriggio che non c’è “l’intenzione di rimpinguare” il fondo “salva stati” Efsf, di cui è ancora in corso di approvazione da parte dei parlamenti dei Diciassette l’ampliamento delle dotazioni patrimoniali a 440 miliardi di euro.

Secondo gli operatori al di là dei rumors di possibili tagli dei tassi da parte della Bce (che da inizio anno aveva invece iniziato ad alzare il costo del denaro in Eurolandia portandolo dall’1% all’1,5%) quello che nelle ultime ore è cambiato, dopo sei settimane di violente e continua correzioni dei listini, è l’appetito per il rischio da parte degli investitori che a fine trimestre sembrano disposti a scommettere su un rimbalzo tecnico degli asset a rischio più bistrattati.

Ne beneficiano, come previsto già ieri su Affaritaliani, l’oro e i metalli preziosi, che tornano a recuperare posizioni dopo lo scattare di ampie prese di beneficio nelle ultime sedute che avevano fatto perdere al metallo biondo oltre 320 dollari l’oncia (40 di questi sono già recuperati stamane), con l’argento che reagisce ancora più prontamente confermandosi più volatile e quindi in grado di offrire un sovra rendimento agli investitori che avessero scommesso su di esso tramite un ETF, come suggerito ieri.

L’aumento dell’appetito per il rischio e il rientro delle tensioni sul fronte della crisi del debito greco consentono una riduzione degli spread dei “periferici” europei, con quello italiano nuovamente sotto i 370 punti base sulla scadenza decennale e quello spagnolo che si riavvicina ai 320 punti base (mentre quello tra i titoli greci e tedeschi sale ancora e supera i 2.236 punti base a conferma che per il mercato il default di Atene è solo una questione di modi e di tempi), come pure dei Cds (Credit default swap, il costo di assicurarsi contro il rischio di fallimento dell’emittente, ndr) di Italia (sui 474 punti base, 29 meno di ieri) e Spagna (sui 379 punti base, 19 sotto la chiusura precedente).

La propensione a rischiare di più finisce invece col pesare sui risultati delle aste dei Bot a 3 e 6 mesi, col Bot semestrale (scadenza 30 marzo 2012) oggi in asta collocato al tasso del 3,071% annuo lordo (contro il 2,14% dell’asta precedente di agosto), il massimo dal settembre 2008, nonostante una domanda di 13,9 miliardi di euro contro gli 8 collocati che ha fatto salire il rapporto di copertura dalle 1,66 alle 1,74 volte. Meglio è andata al titolo a tre mesi (scadenza 15 dicembre 2011), collocato con un rendimento medio dell’1,808% (dall’1,907% precedente) per 3 miliardi a fronte di richieste per 8,078 miliardi, grazie un rapporto di copertura passato da 1,86 a 2,69 volte.

Infine i 3,5 miliardi del nuovo Ctz scadenza settembre 2013 sono stati collocati ad un tasso del 4,511% (contro il 3,408% della precedente asta di agosto), in questo caso il massimo dal luglio 2008, a fronte di una domanda tiepida, pari a solo 1,57 volte l’offerta (contro le 1,94 volte della precedente asta).  Nel complesso risultati non esaltanti, specie se si nota come ormai la Spagna presenti spread e Cds stabilmente inferiori a quelli italiani e riesca a collocare i propri titoli sul mercato a costi inferiori. Una “anomalia” spiegata ampiamente dal fatto che il debito pubblico italiano, prossimo ai 1.912 miliardi dei euro, vale da solo più di quelli di Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia sommati assieme.

Tuttavia se il ritrovato “appetito per il rischio” dovesse essere confermato non è da escludere che il costo del debito possa tornare a calare anche per la Repubblica italiana, dando modo a chi possiede titoli di stato, specialmente a media e lunga scadenza, di tornare se non a sorridere almeno a respirare e magari approfittarne per cedere senza troppi danni (o con qualche guadagno per chi avrà comprato qualcosa in queste ultime settimane) Btp magari per parcheggiare la liquidità su Bot, Ctz e Cce indicizzati all’Euribor a sei mesi (sempre stabile sull’1,74%), in asta domani assieme a nuove tranche dei Btp scadenza luglio 2014, agosto 2021 e marzo 2022. Ennesimo “appuntamento da non perdere” per capire fino a che punto i mercati abbiano ritrovato fiducia.

Luca Spoldi

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