Focus mercati/ Piazza Affari e UE a picco. La recessione piomba sull'Europa
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Un venerdì nero per i mercati internazionali (listini europei ai minimi da 5 anni) e per Piazza Affari che ha chiuso ancora in forte ribasso: Mibtel -4,96% e S&PMib -5,61%. La paura della recessione alle porte continua a sconvolgere, infatti, le Borse mondiali, in una giornata che ha visto un nuovo tonfo di Wall Street e gli indici europei raggiungere perdite a doppia cifra, dopo le pessime notizie arrivate dalla Gran Bretagna, dove il Pil è arretrato dello 0,5% nel terzo trimestre.
Secondo il capo economista dell'Ocse, Klaus Schmidt-Hebbel, "molti Paesi andranno in recessione presto o tardi, ed è probabile che la ripresa sarà più lenta di quanto è avvenuto con le crisi degli ultimi anni, ma la ripresa dipenderà soprattutto dalla velocità in cui ripartirà il mercato finanziario".
La giornata era iniziata con un nuovo crollo delle piazze asiatiche, trascinate giù dalle vendite che hanno colpito i titoli delle imprese esportatrici, che risentirebbero maggiormente di un rallentamento di Usa e Ue. Il profit warning di Sony e il rafforzamento dello yen, ai massimi da 13 anni sul dollaro e da 6 anni sull'euro, hanno affondato la borsa di Tokyo, con il Nikkei che ha perso il 9,60% ed e' sceso per la prima volta sotto la soglia degli 8mila punti.
Il Kospi di Seul ha chiuso in calo del 10,57%, con le azioni Samsung che hanno perso il 13,8%. La borsa sudcoreana ha perso il 20% dal lunedi', il peggior calo settimanale della sua storia. Il Taiex di Taiwan ha perso invece il 3,19% e ha toccato un nuovo minimo da 5 anni. Nonostante le forti vendite sui bancari, Shanghai a fine sessione ha limitato le perdite all'1,92%.
Nuovo scivolone per l'Hang Seng di Hong Kong, che ha chiuso in calo dell'8,3%. Riuniti a Pechino per il vertice asiatico-europeo, i capi di governo di Cina, Giappone, Corea del Sud e dei paesi del sud-est asiatico si sono accordati per costituire un fondo da 80 miliardi di dollari entro il prossimo giugno per poter finanziare interventi anti-crisi nell'area.
Il premier nipponico Taro Aso ha intanto affermato che l'economia giapponese "non e' in cattive condizioni". Per i mercati europei, che avevano aperto in forte calo con gravi perdite nel settore bancario, il colpo di grazia è arrivato con i dati sul Pil britannico, che ha registrato la prima contrazione in 16 anni. Parigi, Francoforte e Praga sono scese fino a raggiungere un rosso del 10% (alla fine, Dax e Cac 40 hanno perso, rispettivamente, il 5,37% e il 3,87%).
Sette banche francesi, nel frattempo, hanno richiesto un prestito da 5 miliardi di euro alla società creata dal governo per fronteggiare la crisi finanziaria. Londra ha chiuso in calo del 5,6%, Milano del 6,38%. A Piazza Affari sospesi per eccesso di ribasso Banca popolare di Milano, Unicredit e Intesa Sanpaolo (ribassi teorici rispettivamente del 9,57%, 10,66% e 13,73%).
Apertura in profondo rosso anche per Wall Street, dopo che i future erano stati sospesi per eccesso di ribasso. Il Dow Jones ha iniziato la seduta in calo del 3,77%, mentre il Nasdaq ha aperto in calo del 6,44% limando poi il rosso al 3,51%. Poi i dati sulle vendite delle case esistenti a settembre (hanno segnato un aumento del 5,5%; meglio delle stime) hanno attenuato le vendite e gli indici sono leggerente risaliti. In scia i listini del Vecchio Continente, che hanno ridotto le perdite nel finale. La Borsa di Mosca, dopo un crollo del 13%, ha sospeso la sessione e resterà chiusa anche lunedì prossimo.
In Cina, dove ha partecipato alla prima giornata del summit euroasiatico, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fatto sapere che al vertice del G20 di Washington porterà "misure e regole per il mercato delle Borse" da sottoporre agli altri paesi per risolvere la crisi finanziaria mondiale. Crisi che è dovuta alla "speculazione e non alla paura" degli investitori.
Il premier, poi, ha anche reso noto che "il Governo e in particolare i ministri dello Sviluppo e dell'Economia, Claudio Scajola e Giulio Tremonti, stanno lavorando per mettere a punto una serie di misure a sostegno dell'economia reale". Berlusconi, però, ha escluso comunque che si possa intervenire a sostegno del settore auto con incentivi alle rottamazioni. "Non è stata mai prevista - ha detto - la rottamazione per le auto".
Andrea Deugeni



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