Borsa/ Net economy alla riscossa: Yoox ancora sugli scudi
Non c’è due senza tre: anche ieri in una borsa semideserta con scambi resi rarefatti dal ponte dell’Immacolata, i riflettori sono puntati su Yoox, che dopo essere stata anche sospesa per eccesso di rialzo chiude la giornata a +7,19%.
Numeri che potrebbero indurre a qualche presa di beneficio ma che sembrano giustificati dalle caratteristiche dell’azienda lanciata da Federico Marchetti nel marzo del 2000; in questi nove anni e mezzo il retailer online di grandi marche ha via via affinato il suo modello di business, finendo col ritagliarsi una fetta importante del mercato mondiale dell’e-commerce del settore abbigliamento. Un mercato visto in ulteriore crescita nei prossimi anni sia nei paesi anglosassoni (Stati Uniti e Gran Bretagna in testa), sia soprattutto in quelli latini, dove finora più che acquisti i consumatori hanno cercato semmai informazioni prima di rivolgersi ai tradizionali negozi “fronte strada”.
Ma a distanza di un decennio dallo sboom della “new economy” dalle mille promesse quasi mai mantenute Marchetti e i suoi manager (il cui lock-up, ossia il periodo in cui non si possono cedere titoli, scadrà tra due anni e non dopo 6 mesi come per i soci finanziari e che tramite l’esercizio di una serie di opzioni potrebbero far ridiscendere il flottante dall’attuale 55,5% al 46,2%) hanno avuto modo di farsi le ossa, divenendo una delle principali realtà di un settore competitivo dove tuttavia in molti sono pronti a scommettere si registrerà un’impennata del giro d’affari e degli utili nei prossimi anni.
Una situazione che rende l’azienda potenziale preda da parte dei principali concorrenti, tanto più che la greenshoe come avevamo previsto è stata completamente esercitata come hanno annunciato venerdì sera i Joint global coordinator Goldman Sachs International e Mediobanca, con la cessione di ulteriori 3.649.606 titoli da parte dei soci all’identico prezzo di 4,3 euro per azione dell’Ipo, per un controvalore complessivo pari a circa euro 15.693.306. Inclusa la greenshoe l’Offerta pubblica globale di vendita e sottoscrizione ha riguardato pertanto 27.980.309 azioni Yoox Spa, per un controvalore complessivo pari a circa 120.315.328 euro (il 55,5% del capitale) già salito attorno ai 145 milioni di euro di capitalizzazione.
Anche per questo fin dai primi giorni di quotazione chi non aveva ricevuto i titoli ha pensato bene di comprarli sul mercato, scommettendo su ulteriori rialzi e, magari già nel 2010, su possibili acquisizioni o fusioni. Operazioni come abbiamo già ricordato negli scorsi giorni che potrebbero essere lanciate ad esempio da concorrenti quali sembrerebbero la britannica Asos, quotata sul listino di Londra con una capitalizzazione attorno ai 345 milioni di sterline (circa 331 milioni di euro), la statunitense Overstock.com, che sul Nasdaq capitalizza circa 341 milioni di dollari (poco più di 230 milioni di euro al cambio attuale) o chi come eBags e Dress-for-less può contare sulla presenza tra i propri soci finanziatori di importanti banche d’affari e fondi di private equity (nel primo caso Benchmark Capital e Goldman Sachs, nel secondo Palamon Capital Partners).
Marchetti e soci hanno tuttavia anche l’opzione opposta, quella di diventare cacciatori: se riusciranno a sfruttare il previsto più che raddoppio del mercato italiano (che al 30 giugno scorso ha rappresentato 18,85 milioni di euro di ricavi netti, +41,6% su base annua) da qui al 2012 e l’ulteriore crescita della quota di mercato in aree dove già sono presenti come il resto d’Europa (33,99 milioni, +50,86%), il Nord America (10,18 milioni, +31,1%) o il Giappone (4,03 milioni, +87,44%), potrebbero infatti aggregare, magari proponendo uno scambio carta contro carta, le attività di competitor di dimensioni minori come Bluefly, già quotata sul Nasdaq e con una capitalizzazione di circa 32 milioni di dollari, ossia meno di 22 milioni di euro.
Bluefly, specializzata negli articoli di lusso, ha attraversato in questi anni i suoi alti e bassi, vedendo l’intervento dei fondi di private equity di George Soros (giunto a detenere il 78% del capitale prima di scendere all’attuale 35,1%, cui si somma un 1,15% detenuto dallo stesso Soros a titolo personale) ed in seguito di Prentice Capital Management (rappresentato in Cda da Mario Ciampi, già presidente dei Disney Store) e Maverick Capital (rappresentato in consiglio dall’ “ex BlackStone” Riad Abrahams), entrambi con una quota del 21,9% del capitale di Bluefly al momento.
Insomma: sia che crediate nelle future sorti e progressive dell’e-commerce ed il fatto che dopo quasi dieci anni Marchetti e i suoi sono ancora in piedi e crescono a ritmi per altri impossibili anche solo da sognare, sia che puntiate su future offerte nell’ambito di qualche fusione, scommettere su Yoox potrebbe rivelarsi vincente anche a medio periodo, oltre ad aver già dimostrato di essere un ottimo ritorno all’attività per l’altrimenti asfittico mercato delle Ipo italiane.
Luca Spoldi



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