Borsa/ Fiat sale ancora, agli analisti piacciono le ultime novità in attesa di conferme per l’ipotesi spin-off

Lunedì, 8 marzo 2010 - 12:53:00

Marchionne
Sergio Marchionne
Piazza Affari ritrova un protagonista nel titolo Fiat, anche oggi in buon rialzo (+0,67% a 8,98 euro) dopo lo sprint già registrato venerdì scorso. A spingere al rialzo le azioni del Lingotto sono numerosi motivi a partire da una configurazione tecnica positiva, vale a dire l’uscita al rialzo, con volumi in crescita, dalla figura di doppio minimo andatasi a disegnare nella seconda metà di febbraio attorno a quota 7,75 euro per azione e che potrebbe ora riportare il titolo verso quota 10,75-11 euro, semmai con dopo un primo consolidamento proprio attorno a quei 9-9,10 euro per azione ordinaria attorno ai quali Fiat oscilla stamane.

Oltre ad aspetti tecnici, Fiat beneficia più in generale delle ricoperture scattate sul settore fin da venerdì all’indomani dell’apertura del Salone dell’Auto di Ginevra (aperto sino al 14 marzo), dopo che nelle scorse settimane i titoli europei dell’auto avevano sottoperformato i listini. In particolare nel caso italiano e di Fiat si aggiunge la decisione, annunciata venerdì dall’Agenzia delle Entrate, di consentire la cessione del credito (legato agli incentivi ecologici) maturato da produttori o importatori

FONSAI/ Giulia Maria Ligresti e Maria Luisa Mosconi sono state reintegrate nelle rispettive cariche in Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni. Il Tar del Lazio ha infatti sospeso provvisoriamente - fino alla Camera di Consiglio fissata il 25 marzo prossimo - gli effetti dei provvedimenti emessi dall'Isvap il 18 febbraio scorso chedisponeva la decadenza dei due amministratori. Lo rende noto un comunicato congiunto di Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni. Giulia Maria Ligresti e' stata provvisoriamente reintegrata
nella carica di ad e vice presidente di Fondiaria-Sai e di ad di Milano Assicurazioni; Maria Luisa Mosconi in quella di sindaco supplente di Fondiaria-Sai e sindaco effettivo di Milano Assicurazioni.
di auto che non trovi capienza nelle imposte e nei contributi da versare.

La richiesta era stata avanzata a suo tempo proprio da Fiat, che aveva quantificato il proprio credito in 500 milioni a fine 2009; la misura oltre ad alleggerire la posizione debitoria delle aziende del settore più che compensa, nel caso del gruppo di Torino, il mancato rinnovo degli incentivi medesimi (il cui impatto era stato stimato attorno ai 300 milioni di euro).

A livello strategico tiene poi banco l’ipotesi di scorporo dell’auto, tanto più dopo la precisazione di Fiat che su richiesta di Consob ha parlato al riguardo di “semplici congetture”, senza tuttavia definirle “prive di fondamento” (e dunque confermando indirettamente che si tratta di un problema di “quando”, non di “se”) ed anzi ribadendo che la parola definitiva verrà pronunciata il prossimo 21 aprile in occasione della  presentazione del nuovo piano industriale del Lingotto.

A dare ulteriore effervescenza attorno al titolo Fiat sono giunte in queste ore un paio di “promozioni” di un certo peso da parte di Goldman Sachs, che ha inserito il titolo nella propria “convinction buy list” (la lista dei titoli da acquistare con “convinzione”), attribuendogli un rating “buy” (acquistare) ed un target price di 16 euro per azione, e di Barclays, che ha alzato il giudizio da “underweight” (sottopsare) a “equalweight” (mantenere in portafoglio con peso pari a quello del titolo sull’indice di riferimento).

Ultimo ma non meno importante, dopo due settimane di cassa integrazione si sono riaperti oggi i cancelli delle fabbriche italiane del gruppo, ad eccezione di Pomigliano d’Arco che ancora questa settimana resterà ferma per una settimana di cassa integrazione straordinaria, mentre sono già tornati al lavoro i 30 mila dipendenti di Mirafiori, Melfi, Cassino, Sevel ed ancheTermini Imerese, stabilimento per il quale verrà indetto a fine mese un bando di gara internazionale che selezioni le offerte  di quei soggetti realmente interessati a prendere il posto del gruppo torinese, sempre intenzionato a staccare la spina dal 2011. 

Una data, quella di fine marzo, che sarà seguita il 13 aprile da un ulteriore incontro tra le parti al ministero dello Sviluppo Economico. Giusto una settimana prima che Fiat annunci ufficialmente cosa vuol fare “da grande” e il calendario anche in questo caso non pare casuale.

Luca Spoldi

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