Borsa/ Per il 2010 gli esperti consigliano un viaggio verso i mercati emergenti
![]() |
Tra i mercati finanziari più gettonati per il nuovo anno si segnalano quelli dei paesi emergenti. Ad esempio, Ing investment management si aspetta che le Borse di quest'area geografica continuino a sovraperformare quelle dei paesi sviluppati, "grazie a dinamiche di crescita più favorevoli e a una maggiore liquidità". "Non vediamo più i mercati emergenti come una asset class accessoria per la crescita globale, ma come una regione che presenta opportunità interessanti e ben identificabili”, commenta Patrick Moonen, senior strategist di Ing im. L'istituto olandese prevede una forte crescita degli utili in questi paesi e una redditività superiore, grazie prevalentemente alla presenza di solidi bilanci a livello macroeconomico. Secondo Ing im anche l’aumento del prezzo delle materie prime dovrebbe favorire la crescita del mondo emergente nel suo complesso, "ma non è escluso che si possano creare divergenze tra regione e regione". "Nel 2010 - affermano gli esperti dell'istituto olandese - i paesi esportatori di materie prime saranno favoriti, mentre è probabile che gli importatori si troveranno a dover fronteggiare una crescita nel livello dei prezzi". Ing im si aspetta una divergenza anche tra le politiche monetarie delle diverse aree emergenti, dato che alcune risentiranno dell’inflazione più di altre. Ecco perché, prima di decidere di investire in quest’area geografica, è necessario fare le dovute distinzioni tra paese e paese.
Sulla stessa lunghezza d'onda Gabriele Bruera, direttore generale di Compass asset management, secondo cui "le economie emergenti hanno attraversato la fase più acuta della crisi economica meglio del mondo sviluppato". Fra le motivazioni principali, l'esperto ricorda "una minore sofisticazione del settore bancario e del grado di utilizzo della leva finanziaria". "Generalizzando - sottolinea Bruera - se escludiamo alcuni paesi dell’area dell’Europa orientale che attraversano tuttora delle difficoltà, per i paesi emergenti la ripresa economica è già cominciata". Anche per questo motivo, a parere dell'esperto di Compass asset management, "guardando al medio periodo, è ragionevole pensare che negli anni a venire le Borse dei paesi emergenti avranno sempre un maggiore peso nell’economia mondiale in termini di capitalizzazione globale. Quindi riteniamo corretto per un investitore impostare fin da ora il portafoglio con una significativa esposizione verso questi paesi, oggi in un intorno del 15% della quota investita in azioni". Attenzione, però, perché non è tutto oro quello che luccica: "Tuttavia - mette in guardia Bruera - la maggiore volatilità e la minore trasparenza di questi mercati rappresentano dei rischi incrementali da rapportare al rendimento atteso".
Anche Massimo Jakelich, direttore investimenti di Vontobel Europe, accorda fiducia ai paesi emergenti. "Il focus sugli investimenti - dice l'esperto dell'istituto di risparmio gestito svizzero - rimane orientato verso paesi emergenti, infrastrutture, risorse future e rinnovabili". A opinione di Vontobel, il contesto resta però interessante per i mercati azionari in generale. "Un elevato livello di ottimismo potrebbe portare a un temporaneo consolidamento - afferma Jakelich - ma il rendimento potenziale fa sì che l'azionario risulti attraente per i mesi a venire e gli elevati premi al rischio indicano che i mercati non hanno corso troppo", come invece taluni sostengono.
Ingo Werner, senior portfolio manager di Farad investment advisor, ritiene che in generale, durante il 2010, i mercati azionari possano attraversare tre fasi: il proseguimento dell’attuale trend rialzista, una correzione anche marcata e una ripresa più contenuta. "La prima parte dell’anno - spiega Werner - potrà essere caratterizzata da piani di accumulo, più o meno forzati, sia da parte di molti gestori ancora sottopesati sia da parte dei trend-follower (coloro che tendono ad accodarsi alla tendenza in atto, ndr). Tale trend, che potrebbe raggiungere anche valutazioni attualmente considerate irraggiungibili ed eccessive, potrebbe invertire la rotta in seguito a eventuali revisioni al ribasso degli utili societari. A questo punto lo storno potrebbe essere anche abbastanza violento, senza tuttavia avvicinarsi ai minimi registrati nel novembre 2008 e nel marzo 2009. Successivamente si potrebbe assistere prima a un rapido rimbalzo, seguito poi da un consolidamento". In tale contesto, secondo l'esperto di Farad investment advisor, "i mercati emergenti dovrebbero continuare a distinguersi per una maggiore effetto leva rispetto ai mercati tradizionali". Per questi mercati Werner consiglia un approccio "più di medio-lungo periodo (buy and hold), tenendo conto sia del loro forte potenziale di crescita sia dei forti e violenti movimenti dei listini che complicano le operazioni di trading". Insomma, il cavallo su cui scommettere nel 2010 è quello dei paesi emergenti, con la consapevolezza però del maggiore rischio che tale cavalcata comporta.
Carlotta Scozzari



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.




















