Sinistre manovre/ D'Alema irrompe nel gotha della finanza. Foto
Due piccioni con una fava. Ovvero Mario Monti e Giorgio Napolitano. Due che, a breve, potrebbero diventare i protagonisti della manovra elettorale che Massimo D'Alema, l'Andreotti della Sinistra, sta pazientemente ordendo per dare la spallata finale al quarto governo Berlusconi. Che ci faceva, infatti, l'ex premier martedì al convegno della Bocconi a cui tutto il gotha della finanza ha partecipato per ricordare il banchiere-padre dell'euro Tommaso Padoa-Schioppa, scomparso improvvisamente a Roma lo scorso dicembre?
"Ma D'Alema è un economista?", si sono chiesti perplessi in molti. Certo, c'era pure Roberto Maroni, un politico proprio come l'esponente del Partito Democratico, ad ascoltare nel parterre le lodi che Mario Draghi e Jean Claude Trichet hanno tessuto per ricordare l'amico banchiere. Ma la visita che D'Alema ha fatto al padrone di casa Mario Monti, esattamente 48 ore dopo aver lanciato dall'Annunziata la proposta di "un'alleanza elettorale fra le opposizioni per un governo costituente", ha riacceso l'ipotesi dell'ex commissario dell'Unione Europea come candidato premier della super-alleanza Terzo Polo-Centrosinistra.
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Insomma, Mario Monti per un governissimo con forti connotazioni tecniche per fare le riforme e traghettare il Paese fuori dalle sacche della crescita asfittica che le parti sociali vanno denunciando ultimamente con una certa frequenza. Il convegno della Bocconi: quale migliore occasione per D'Alema per vedere in una sola occasione e sondare gli umori, dicono dal Palazzo, di chi dovrebbe aprire la crisi e il nuovo condottiero del post-berlusconismo?



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