Bacchettate/ Altro che ravvedimento morale, Bnp Paribas abbandona i paradisi fiscali seguendo i suoi clienti
La crociata contro i "paradisi fiscali" sa sempre più di commedia delle beffe: dopo che anche la Svizzera ha lasciato la "lista grigia" avendo ormai siglato una dozzina di accordi bilaterali con altrettanti paesi, raggiungendo la pattuglia di "ex" che comprende Aruba, Austria, Belgio, Bermuda, Isole Vergine Britanniche, Bahrain, Isole Cayman, Lussemburgo, Principato di Monaco, Antille Olandesi e San Marino, le grandi banche mondiali annunciano di voler chiudere le loro controllate in quei paesi che ancora sono sulla lista grigia.
Così è nel caso di Bnp Paribas, la maggior banca di Francia che in Italia controlla Bnl ed il cui numero uno, Baudoin Prot, ha annunciato di voler lasciare per questo motivo Paname e Bahamas entro la fine dell'anno. Non si tratta di una conversione sulla via di Damasco, né di un prendere atto di più severe norme che pure il G20 ha evocato per il settore bancario, quanto della contastazione che a furia di scudi fiscali e patti bilaterali dagli Stati Uniti all'Italia, progressivo sgretolamento del segreto bancario negli ex "paradisi", il business futuro riguarderà sempre meno aiutare a gestire situazioni "opache" quanto nell'offrire servizi di consulenza e gestione per i capitali in rientro nei singoli paesi.

Dunque inutile mantenere una presenza in mercati ormai residuali e dalle prospettiva di sviluppo sempre più incerte, meglio puntare con decisione a fare il proprio mestiere "alla luce del sole" in Europa, America o Asia a seconda del singolo gruppo bancario (Hsbc ha ad esempio appena annunciato il trasferimento, dal prossimo anno, del suo amministratore delegato da Londra a Hong Kong, a dimostrazione delle differenti prospettive di sviluppo dei mercati occidentali e di quelli emergenti asiatici).
Insomma, l'annuncio "a sorpresa ritardata" di Bnp Paribas è un esempio di perfetta razionalità economica e di assoluta persistenza di quelle stesse regole incentrate sul perseguimento del massimo profitto possibile che ingenuamente qualche osservatore aveva immaginato a inizio anno che fossero ormai desuete e pronte ad essere sostituite da "nuovi paradigmi" dopo l'esplosione della più dura crisi finanziaria ed economica degli ultimi 70 anni. Crisi dalla quale imprese e banche stanno invece uscendo applicando ancora più marcatamente le vecchie regole, quelle appunto che raccomandano di cercare di trarre profitto da ogni situazione e di non stare a perder tempo in business dall'incerto avvenire.



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