Wall Street/ Bernanke rassicura i mercati: presto per parlare di exit strategy, i tassi resteranno bassi a lungo
Era quello che Wall Street voleva sentire e Ben Bernanke non ha deluso le attese: nel suo intervento davanti alla House Financial Services Committee tenutosi oggi nel primo dei due giorni di testimonianza davanti al Congresso americano, il riconfermato numero uno della Federal Reserve ha ribadito che l’economia statunitense non si trova ancora su un sentiero di ripresa “sostenibile” e che l’accelerazione registrata nel secondo semestre 2009 è stata dovuta a fattori temporanei, per cui parlare di exit strategy è prematuro.
Sebbene, ha spiegato Bernanke, lo scenario macroeconomico mostri segnali positivi, il mercato del lavoro resta “piuttosto fragile” e pertanto tassi “vicini allo zero” saranno “probabilmente necessari ancora per un periodo di tempo prolungato”. Nessun rialzo a breve per i Fed Fund, dunque, nonostante il ritocco all’insù della scorsa settimana del tasso ufficiale di sconto che Bernanke ha spiegato essere una risposta “al sostanziale miglioramento del funzionamento della gran parte dei mercati finanziari” che dunque non richiedono più le speciali riserve di liquidità create durante la crisi quando i mercati stessi (in particolare quello del credito) non apparivano in grado di assolvere regolarmente alle proprie funzioni.
Bernanke accomodante anche di fronte alla richiesta di maggiori controlli in merito all’utilizzo dei fondi destinati al salvataggio dei gruppi finanziari in crisi: un controllo che spetta al legislatore, ha ammesso Bernanke, purchè la “disclosure” dei dati relativi a finanziamenti erogati e partecipazioni assunte nel capitale dei singoli soggetti venga effettuata a distanza di alcuni mesi dall’intervento medesimo, così da non generare timori in merito al significato della presenza della Federal Reserve nel libro soci di un’impresa, timori che rischierebbero col portare ad un effetto opposto a quello sperato vanificando l’intervento della banca centrale.
Il cui scopo, a differenza di altri istituti come la Banca centrale europea, resta nono solo quello di assicurare la massima stabilità possibile dei prezzi ma anche il raggiungimento del massimo sviluppo sostenibile. Una “missione” che ha sempre guidato i vertici dell’istituto, come negli anni hanno dimostrato le dichiarazioni e gli interventi decisi da uomini come Volcker (tornato con Obama ad un ruolo primario di indirizzo di politica economica), la“sfinge” Greenspan e il di lui discepolo e successore Bernanke.
Luca Spoldi



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















