Benzinai, dieci giorni di sciopero. Ma il sindacato li scarica: "E' inutile"

di Lorenzo Lamperti
"Senza di noi non vanno da nessuna parte". Luca Squeri, presidente di Figisc, il sindacato maggioritario del settore, commenta la proclamazione dello sciopero dei benzinai di Faib e Fegica in un'intervista con Affaritaliani.it: "E' una decisione demagogica, sanno bene che protestano per motivi sbagliati". Qual è il giudizio sul decreto liberalizzazioni? "E' partito male ma è finito meglio. Anche se abbiamo scoperto che ci hanno scippato la gratuità delle carte di pagamento". Il decreto farà scendere il prezzo del carburante? "Assolutamente no. Per farlo si devono chiudere 5 mila impianti". Pompe multimarca? "Fumo negli occhi, se i gestori comprano da altre marche le compagnie tornano alla gestione diretta".
L'INTERVISTA
Faib e Fegica hanno confermato lo sciopero. Figisc no. Come mai?
"Abbiamo deciso proprio oggi di sospendere lo sciopero che avevamo indetto. Siamo il sindacato maggioritario e su questa partita siamo divisi con i due minori. Perché lo abbiamo sospeso? Perché riteniamo che alla fine nel decreto liberalizzazioni abbia prevalso il consenso. Abbiamo invece aperto una vertenza sul discorso della gratuità e delle carte di credito. Questo perché abbiamo scoperto che nelle pieghe del decreto delle liberalizzazioni, al di fuori del contesto delle misure per il settore, è emerso un fatto estremamente negativo: è stata tolta la gratuità delle carte di pagamento per consumatori ed operatori, azzerando la norma che l'allora Ministro Romani aveva inserito nel decreto 'Salva-Italia'."
Lo sciopero andrà a buon fine?
"Nell’arco del 2011 già due volte Faib e Fegica si sono avventurate in uno sciopero senza di noi e il risultato è stato assolutamente negativo per tutta la categoria. A luglio c’era stata un’adesione del 6% e a novembre del 10%. Senza di noi evidentemente gli scioperi non riescono".
Qual è il giudizio della Figisc sul decreto liberalizzazioni?
"È partito male ma è finito un po' meglio, con delle modifiche che noi riteniamo sostanziali. In particolare sul famoso discorso dell’esclusiva. Un discorso che è fumo negli occhi, è semplicemente inattuabile. Non esiste al mondo una roba del genere. In Italia, il 90% dei gestori non è proprietario dell’impianto. Se ci fosse una norma che consente a questi gestori di andare a comprare la benzina a un prezzo minore rispetto alla compagnia di riferimento il risultato automatico sarebbe che le compagnie si riprenderebbero gli impianti per gestirli direttamente. La conseguenza sarebbe quindi l’esclusione dei gestori dal sistema. E questo senza nessun beneficio per i consumatori. Perché se compagnie gestissero direttamente gli impianti non farebbero prezzi minori, anzi li aumenterebbero. Su questo gli altri sindacati ne fanno una questione di demagogia, ma sanno benissimo che il risultato sarebbe questo. Non riesco a capire come facciano a portare avanti una tesi che i gestori non condividono. La natura del rapporto tra gestori e compagnie si basa sull’acquisto della benzina".
E' vero che con il decreto liberalizzazioni i prezzi della benzina si abbasseranno?
"No. Chi vuole trovare gli sconti già li trova nelle cosiddette pompe bianche che hanno una politica di prezzi molto spinta. Se si volesse davvero ridurre il costo strutturale della distribuzione in Italia bisognerebbe chiudere almeno 5mila impianti. Il costo che abbiamo in più rispetto al resto d’Europa è dettato dall’eccessivo numero di impianti. Gli automobilisti dovrebbero essere disposti a fare più chilometri per trovare un impianto. In questo momento la concorrenza c’è già, andando in giro si vedono sconti anche di 10 centesimi al litro".
Alla base della protesta dei Forconi e degli autotrasportatori c'è l'eccessivo costo del carburante. Ma è vero che in Sicilia la benzina costa di più?
"La benzina costa tanto in Sicilia come nelle altre regioni. La protesta potrebbe essere fatta in qualunque altra regione. Ma costa così sia in Sicilia che a Milano. Poi c’è una piccola differenza regionale dovuta alle tasse aggiuntive. La benzina costa tanto perché il 91% del suo costo, ripeto 91%, è formato dal 60% di tasse e dal 31% dal prezzo della benzina".


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