Benzina/ Verde a 1,76 euro. I consumatori: ci costerà 747 euro in più a famiglia

E' ancora effetto maxi-accise sulla rete carburanti. Mentre le compagnie hanno scelto di tenere fermi i listini (l'unica eccezione e' un ribasso di 0,7 centesimi di IP sul solo diesel), sul territorio i prezzi praticati registrano sensibili aumenti per il progressivo adeguamento alla stangata fiscale introdotta nel decreto Salva Italia, che, compreso l'effetto moltiplicatore dell'Iva, e' di circa 10 centesimi per la benzina, 13,6 per il diesel e 2,7 per il Gpl.
Cosi', a livello Paese, il prezzo medio praticato della benzina (in modalita' servito) va oggi dall'1,708 euro/litro degli impianti Esso all'1,716 di quelli Tamoil (no-logo a 1,610). Per il diesel si passa dall'1,685 euro/litro di IP all'1,700 di Tamoil (no-logo a 1,591). Il Gpl, infine, e' tra lo 0,736 euro/litro di Eni e lo 0,753 di IP (no-logo a 0,725).
Da segnalare che al Sud la verde raggiunge punte massime di 1,766 euro/litro, mentre il gasolio di 1,724 euro/litro. E' quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio rappresentativo della situazione nazionale per Check-Up Prezzi
Intanto le associazioni dei consumatori fanno i conti: ''Nel dicembre 2010, la benzina quotava a 1.37 al litro, mentre oggi veleggia ad una media di 1.70-1.71 (per non parlare dei picchi di 1.80 raggiunti al Sud). L'aumento complessivo rispetto allo stesso periodo del 2010 risulta pari a +34 centesimi. Cio' comporta, in termini annuali, maggiori costi diretti per gli automobilisti di 408 euro, a cui si aggiungono le inevitabili ricadute inflazionistiche, pari a circa 339 euro annui, per un totale di 747 euro a famiglia''.
Lo dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef sottolineando che ''il costo dei carburanti ha raggiunto, alla luce del nuovo aumento delle accise, un livello insostenibile''. ''Si tratta di un provvedimento - aggiungono - che colpisce indistintamente tutti i cittadini, non solo gli automobilisti. E' noto, infatti, che gli aumenti sul costo dei carburanti agiscono come pericolosissimi moltiplicatori sui prezzi dei beni di largo consumo trasportati in larga parte su gomma. E' inaccettabile che, ogni volta che si presenti la necessita' di reperire urgentemente le risorse, si ricorra sempre alle accise sui carburanti, senza pensare alle pesantissime conseguenze che tali aumenti comportano per i cittadini''.


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