Beni di consumo/ Sei aziende italiane nella top 250. Pirelli, Barilla, Ferrero...
Sono Pirelli, Ferrero, Barilla, Parmalat, Cremonini e Indesit Company le aziende italiane presenti nella classifica dei 250 principali produttori di beni di consumo nel mondo, riportata nell'edizione 2009 dello studio "Global Powers of Consumer Products" di Deloitte.
In particolare, Pirelli & C. e' la prima azienda italiana ad apparire in questa graduatoria dominata dalle societa' di elettronica, passando all'86 posto dal 108 dell'anno precedente. Segue il Gruppo Ferrero che avanza di 6 posizioni (dal 106 al 100), mentre il Gruppo Barilla ne guadagna ben 68 (da 191 a 123).
Il Gruppo Parmalat e Cremonini registrano le minori variazioni, avanzando rispettivamente di una (129) e due posizioni (207). La new entry Indesit Company si attesta al 144 posto, mentre esce dalla classifica 2009 Valentino, che nell'edizione predente occupava la 238a posizione. Pirelli e' in evidenza anche nella graduatoria delle cinquanta aziende produttrici a piu' rapida crescita, dove si posiziona al 14 posto.
"L'andamento complessivamente positivo dei gruppi italiani dovrebbe essere di incoraggiamento per le aziende del nostro Paese, che troppo spesso sono convinte di partire svantaggiate rispetto ai competitor internazionali", commenta Dario Righetti, Partner di Deloitte e responsabile per l'Industry Consumer Business in Italia. "Anche se da un lato scontiamo un deficit dimensionale rispetto a Paesi di dimensioni decisamente piu' grandi come gli Stati Uniti o "low cost" come i Paesi asiatici, dall'altro possiamo contare su competenze e risorse assolutamente in grado di affrontare le sfide che provengono dai mercati internazionali, si pensi ad esempio alla recentissima nomination da parte del Reputation Institute di Ferrero quale azienda piu' affidabile al mondo".
Giunta alla seconda edizione, la "Global Powers of Consumer Products" fotografa a livello globale le performance dell'industria dei beni di consumo, indagandone i trend e delineando le possibili evoluzioni, le sfide e i driver di crescita. La classifica dei 250 maggiori produttori al mondo si basa sull'analisi dei dati disponibili al 30 giugno dell'anno precedente, data di chiusura dell'anno fiscale per la maggior parte delle societa' in classifica.
A prevalere, nelle prime dieci posizioni della classifica 2009, sono le aziende di elettronica. Sono sette le societa' che operano in questo settore ad attestarsi nella top ten, guidate da Samsung Electronics. La societa' sud-coreana ha guadagnato infatti due posizioni raggiungendo la vetta della classifica. Seguono Hewlett-Packard e Nestle SA. Altria Group, numero uno nella graduatoria lo scorso anno, scivola al sesto posto a seguito della vendita della divisione Kraft Foods (nel 2007) e di Philip Morris International Tobacco (nel 2008). Stabile Sony Corporation in settima posizione. Nokia avanza invece di due posti (dal decimo all'ottavo).
Le vendite totali riportate dai principali duecentocinquanta produttori di beni di consumo al mondo hanno raggiunto quota 3.000 miliardi di dollari nell'anno concluso al 30 giugno 2008, con una crescita media del 10,6% (oltre un terzo delle aziende riporta una crescita a doppia cifra). L'ammontare delle vendite medie per le aziende in classifica e' pari a 12 miliardi di dollari. In termini di fatturato le societa' italiane pesano soltanto per l'1,18% sul totale dei top 250.
Nel periodo in esame, le vendite di Ferrero, Barilla, Parmalat e Cremonini hanno riportato un incremento medio pari al 3% circa. Decisamente fuori quota Pirelli & C. che, con una crescita del 34,4% dei ricavi, tra giugno 2007 e giugno 2008, supera nettamente la media europea, ma anche quella complessiva delle TOP 250.
Nel corso degli ultimi mesi anche le aziende produttrici di beni di consumo si sono trovate nella condizione di dover fronteggiare una congiuntura economica poco favorevole, seppure la crisi impatti in maniera diversa da settore a settore. "Anche se i dati della ricerca sono relativi a periodi antecedenti l'attuale situazione economica, si puo' affermare che i produttori di beni di consumo del settore food & beverage sembrano essere i piu' capaci a minimizzare gli effetti della crisi", spiega Dario Righetti. "Nel breve periodo, probabilmente, anche queste aziende registreranno un rallentamento dei tassi di crescita come emerge gia' dai primi dati raccolti, ma continueranno comunque a essere quelle che si difenderanno meglio".



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