Benetton/ Adr, stallo sull'aumento delle tariffe: Gemina ko in Borsa
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In particolare Gemina, holding che controlla gli Aeroporti di Roma (AdR, che pare interessare anche al gestore dell'aeroporto di Singapore Changi) ed è a sua volta controllata dai Benetton attraverso Edizioni (col 34,31%), ma nel cui capitale sono presenti anche i Toti (12,26%), Mediobanca (12,66%), FonSai (3,01%), Generali (2,88%) e UniCredit (2,07%), soffre in particolare i ritardi nell'approvazione delle nuove tariffe portuali italiane. Provvedimento che dovrebbe portare ad un aumento "una tantum" da 1 a 3 euro in base alle dimensioni degli scali che dopo aver ricevuto il via libera definitivo del Ministro dei Trasporti, la scorsa settimana, è ancora fermo sul tavolo del ministro del Tesoro Tremonti. Ufficialmente per dare tempo ai tecnici di Via XX Settembre di individuare la strada migliore per legare l'incremento tariffario al varo di nuovi investimenti. Investimenti che Gemina si è già detta pronta a effettuare, una volta firmata la convenzione, attraverso un aumento di capitale che potrebbe essere di 500 milioni di euro o anche più.
Ma lo slittamento dei tempi d'approvazione del decreto, sul quale per alcuni peserebbero anche le tensioni all'interno della maggioranza sorte negli ultimi giorni proprio attorno a Tremonti (difeso a spada tratta dalla Lega, da sempre "sponsor" dello scalo di Malpensa), rischia di rimandare i primi effetti benefici sui conti dei gestori degli scali. Ma anche a un gruppo come Autogrill (in calo a fine giornata di oltre il 2,6%), a sua volta facente capo ai Benetton, legato alla ristorazione in aeroporto.



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