Benetton/ Conti ok. Ma Gilberto studia la fusione con Abertis
Piace al mercato il preliminare dei conti del gruppo Benetton che ha annunciato utili superiori alle attese, pari ad oltre 120 milioni, e l'espansione nei mercati emergenti, dove la crescita è stata del 15%. La società di Ponzano Veneto si aspetta poi una domanda dinamica nella seconda metà del 2010, in cui saranno privilegiate ancora azioni di efficienza e contenimento dei costi. Tutto questo ha messo le ali al titolo che ha chiuso con un guadagno del 3% a quota 6,18 euro. 
Gilberto Benetton
Gli analisti, però, restano freddi e, intervistati da Affaritaliani.it, parlano di scarse prospettive per il titolo il cui prezzo obiettivo rimane fermo tra i 6 euro di Mediobanca e i 6,3 di Bank of America Merrill Lynch (solo per citare gli ultimi report).
I problemi infatti sono tanti: non solo la concorrenza spietata di Inditex e H&M, ma anche la difficile gestione di un gruppo che cambia vertice ad ogni scadenza di mandato. Ora in uscita c'è l'a.d. Gerolamo Caccia Dominioni, che con tutta probabilità sarà sostituito con Gianmario Tondato, ceo di Autogrill. Non è un mistero, raccontano ad Affaritaliani.it dalle sale operative, che trattare con i Benetton è quantomai complicato, se non impossibile. Motivo questo che in passato ha fatto letteralmente fuggire alcuni manager. Ebbene: stavolta tocca a Caccia Dominioni, il cui mandato scade a marzo.
Certo, per ora Gilberto Benetton sembra avere tutt'altro per la testa che un normale avvicendamento nella sezione dedicata all'abbigliamento (i cui prodotti non cambiano da anni, fanno notare i maligni) dell'immenso gruppo. Secondo alcune fonti vicine alla società, il dossier Abertis è tutt'altro che campato in aria.
Anche se proprio oggi il presidente di Atlantia, Gian Marias Gros-Pietro, si è affrettato a precisare che la fusione con gli spagnoli "è valida in astratto", ma "di sicuro non c'è alcun dossier", sembra proprio che a Ponzano Veneto ci abbiano fatto più che un pensierino.
Il progetto, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, prevedrebbe due possibilità: o il conferimento di Gemina (che controlla il 95% circa di Adr) in Atlantia, oppure la formazione di una holding aeroportuale (in cui conferire non solo Adr, ma anche tutte le quote di controllo negli scali fiorentino, torinese, bolognese, genovese e di Reggio Calabria) da inglobare sempre nel gruppo autostradale.
Una Atlantia così rafforzata farebbe sì che nelle nozze con Abertis la famiglia di Ponzano potrebbe fare la parte del leone (a differenza di quattro anni fa quando sarebbero stati gli spagnoli a comandare) nel colosso che nascerebbe e che sarebbe un leader mondiale. Questo garantirebbe ai Benetton presenti e futuri di godere di una visibilità assuluta per i prossimi 30-40 anni, sia per quanto riguarda i margini sia per tutto ciò che concerne il potenziale stesso di rivalutazione del business.
Tra l'altro, fanno notare i maligni, Gilberto deve anche pensare al futuro della famiglia, che pare non abbia eredi in grado di guidare i diversi business con la sua stessa abilità. Futuro che con un'operazione di tal genere sarebbe più che assicurato.



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