Rumor/ Moretti pronto a cedere il controllo di Grandi Stazioni, Benetton in manovra per approfittarne

Benetton in manovra: come tutti i grandi gruppi che durante una crisi preparano il terreno per la successiva ripresa anche Ponzano Veneto sembra voler rompere gli indugi, rafforzandosi nei suoi “core business” e forse riorganizzando il top management. A dare il là a tutto potrebbe essere però Mauro Moretti: l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato pare infatti deciso a cedere Grandi Stazioni Spa, società che gestisce le tredici principali stazioni ferroviarie italiane di proprietà al 60% delle Ferrovie dello Stato e al 40% di Eurostazioni Spa, holding nel cui capitale sono presenti Edizione Srl (Benetton), Vianini Lavori Spa (Caltagirone) e Pirelli & C. con quote paritetiche del 32,71%, oltre ai francesi di Sncf Partecipations (del gruppo delle Ferrovie Francesi) con un residuo 1,87%.
Capace di produrre nel 2010 ricavi pari a 206 milioni di euro (10 in più dell’anno precedente), con un Margine operativo lordo di 64 milioni (+30% su base annua) ed un utile netto di 40 milioni, raddoppiato rispetto all’anno prima, Grandi Stazioni viene considerata una “gallina dalle uova d’oro”, con un Roe che, al netto dei ricavi legati alla cessione di un immobile, è risultato pari al 18% nell’ultimo biennio, un Mol salito al medesimo livello lo scorso anno e un grado di indebitamento finanziario relativamente contenuto e in calo (i debiti finanziari erano pari a 1,6 volte i mezzi propri a fine 2010, dalle 1,7 volte a fine 2009).
Mettere le mani sulla società (o più verosimilmente arrivare ad una sua spartizione col gruppo Caltagirone) vuol dire di fatto controllare gli spazio commerciali nelle stazioni di Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Genova Brignole, Genova Piazza Principe, Venezia Mestre, Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Termini, Napoli Centrale, Bari Centrale e Palermo Centrale. Un business che si integra alla perfezione con quello autostradale e aeroportuale che i Benetton controllano attraverso Autogrill e la sua controllata HmsHost e forse proprio grazie ad Autogrill i Benetton potrebbero presto fare cassa, ma non certo in Italia.
L’idea in questo caso sarebbe piuttosto di aprire il capitale di Aldeasa, la controllata spagnola cui fa capo il business dei “duty free” aeroportuali e che nell’ultimo triennio ha visto il giro d’affari passare da 650 milioni a 1,7 miliardi di euro. Scendere dall’attuale 100% al 60%-70% non comprometterebbe il controllo come ha spiegato di recente Gilberto Benetton e potrebbe fare spazio a un “candidato industriale importante” come Lagardere o Dufry (o anche la più piccola Nuance, controllata dalla famiglia Bastianello, proprietaria della catena di supermercati Pam). Un primo passo, secondo alcuni, per un successivo e più netto scorporo delle attività di ristorazione da quelle commerciali, scorporo che potrebbe consentire di “estrarre valore” rispetto alle attuali quotazioni di Autogrill, tanto più se il business commerciale, più ciclico di quello della ristorazione, nel frattempo venisse irrobustito opportunamente per poter poi avvantaggiarsi della futura ripresa economica europea e mondiale.


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































