Banca d'Italia/ Saccomanni si prepara per la poltrona di Draghi
Se la City e anche la comunità finanziaria d'Oltreoceano sono concordi nel candidare Mario Draghi come successore di Jean Claude Trichet alla presidenza della Banca Centrale Europea, per l'attuale governatore della Banca d'Italia, si può dire che è fatta. Un incarico veramente di prestigio per l'ex pupillo di Ciampi che, dopo l'esperienza in Via Nazionale, è andato a farsi le ossa in Goldman Sachs, la reginetta di Wall Street. La banca da cui è arrivato anche il penultimo segretario del Tesoro americano Henry Paulson. 
Fabrizio Saccomanni
Il mandato di Jean Claude Trichet scadrà nel 2011 mentre quello di Draghi, iniziato in Via Nazionale nel gennaio 2006, dopo il "regno" di Antonio Fazio, terminerà nel 2012 (la riforma varata nel 2005 abolì l'incarico a vita, introducendo quello di 6 anni, rinnovabile per un'altra volta). Ma, secondo alcuni rumor di Via Nazionale raccolti da Affaritaliani.it, dicono che il governatore potrebbe rassegnare le dimissioni per andare a sedersi all'ultimo piano dell'Eurotower di Francoforte.
Un'occasione da non lasciarsi sfuggire, se è vero che Draghi, dice chi lo conosce bene, aspiri alla presidenza del Fondo Monetario Internazionale (ora guida già il Financial Stability Board, il braccio armato di Washington che si occupa di promuovere la stabilità finanziaria a livello internazionale, migliorare il funzionamento dei mercati e ridurne il rischio sistemico. Praticamente quello che dovrebbe dire ai membri del G20 come riscrivere le regole della finanza internazionale dopo il ciclone dei subprime). La Bce sarebbe un trampolino di lancio perfetto.
Le skill, dunque, Mario Draghi le ha in regola e sia il WSJ che l'Economist lo gridano. Dopo tutto, fanno notare in molti, l'ex Goldman Sachs in Banca d'Italia il suo compito l'ha già ben che ampiamente svolto. E cioè, dopo l'era Fazio, doveva restituire a Palazzo Koch il prestigio che compete all'istituzione. Rigore e blasone che, dopo l'estate dei furbetti del quartierino e della scalata ad Antonveneta, erano andati un po' persi.
Se Draghi andrà via fra un anno, bisognerà trovargli un successore. Il totonomine, infatti, è già scattato. Nel 2005, oltre a quello di Draghi, per il dopo Fazio, era circolato anche quello di Alberto Quadrio Curzio, attuale docente di economia politica alla Statale di Milano. Fine economista e uomo di grande preparazione. Ma negli ambienti finanziari si scommette su una soluzione interna: Draghi riprenderebbe la vecchia tradizione di Via Nazionale secondo cui il governatore in carica "indica" il suo "degno" successore. Se così fosse, il prossimo governatore dovrebbe essere Fabrizio Saccomanni. Ex funzionario generale della Banca d'Italia (era Ciampi), con un'esperienza di peso alla Bei e ora componente del direttorio di Palazzo Koch. Assieme allo stesso Draghi, Anna Maria Tarantola, Giovanni Carosio e Ignazio Visco. Quando Draghi non c'è, raccontano dalla Banca d'Italia (cosa che succede molto spesso, presiedendo il governatore il FSB), le funzioni di governatore le svolge a tutti gli effetti Saccomanni...
Andrea Deugeni



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