Generazione bancomat/ Il 46% dei ragazzi è abituato a chiedere e ottenere denaro al bisogno
Come gestiscono il denaro i ragazzi? Se lo è chiesto Junior Achievement Italia, che ha promosso la ricerca “Educazione finanziaria. Una nuova generazione di risparmiatori”, in collaborazione con Citi Foundation e l'Università Cattolica di Milano. L'indagine ha coinvolto 2.300 studenti di 65 scuole medie in 11 regioni italiane, disegnando un profilo del rapporto dei preadolescenti (11-13 anni) con il denaro, il risparmio e le nozioni finanziarie di base.
Dalla ricerca è emerso che il 46% dei ragazzi chiede i soldi ai genitori quando ne ha bisogno, mentre il 21% riceve una “paghetta” settimanale o mensile. La disponibilità media varia tra i 71 e i 45 euro al mese (a seconda del reddito familiare), ma uno studente su cinque non ha alcuna idea dell’ammontare della cifra ottenuta in un mese.
La maggioranza dei giovani (il 65,4%) accumula una parte del denaro a disposizione per spese successive o per far fronte a possibili imprevisti e soltanto uno su quattro (24%) spende tutto subito. Basso il livello di conoscenza degli strumenti finanziari: quattro studenti su dieci non sanno cosa sia un estratto conto e un tasso d’interesse.
Più in generale, sono emersi tre gruppi omogenei per comportamenti e caratteristiche:
- i poco consapevoli (24%; bassa consapevolezza finanziaria, bassa propensione al risparmio e al dialogo in famiglia su temi economici)
- gli interessati (36%; buona competenza finanziaria, consapevolezza delle proprie spese, propensione al risparmio, rapporto conflittuale con i genitori in relazioni alle proprie spese economiche)
- i consapevoli (40%; alta competenza nella gestione del denaro, alta consapevolezza delle proprie spese correnti, forte propensione al risparmio per il lungo termine, motivazione allo studio, importante dialogo coi genitori).
"Dall’indagine, il rapporto dei giovani col denaro risulta probabilmente più maturo di quanto ci si potesse aspettare”, spiega Stefano Scabbio, Presidente di Junior Achievement Italia e Ceo di Manpower Italia: “i ragazzi si pongono concretamente il problema del risparmio e confermano quindi la forte cultura di ‘formichine’ che c’è nel nostro Paese esprimendo il bisogno di conoscere e ricevere informazioni economico-finanziarie. Questo testimonia che l’educazione finanziaria dei giovani è importante perché li connette al mondo reale e che esiste una forte domanda per questo tipo di formazione”.



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