Sfide/ Banco Popolare versus Ubi: il 14 maggio data cruciale per decidere
Banco Popolare o Ubi Banca? Tra le due superpopolari quotate sull'S&P/Mib di Piazza Affari e più volte, nei mesi passati, al centro dei rumor per un possibile matrimonio, quale istituto è il preferito di analisti ed esperti di mercato? Se fino a non molto tempo la risposta sembrava alquanto scontata ed era l'istituto guidato dal consigliere delegato, Victor Massiah, adesso le idee appaiono meno chiare. L'insediamento ai vertici di Banco Popolare in qualità di consigliere delegato di Pier Francesco Saviotti, in sostituzione del dimissionario Fabio Innocenzi, lo scorso dicembre, e soprattutto la ventata di novità subito arrivata (su tutte la soluzione del nodo Italease) sembrano essere stati particolarmente apprezzati dal mercato.
Tanto che nei giorni scorsi, in Borsa, Banco Popolare è stato protagonista di un vero e proprio rally, che dai minimi di marzo lo ha riportato su livelli che non si vedevano dallo scorso novembre e dunque sui nuovi massimi del 2009 (pari a 7,24 euro, chiusura della seduta dell'11 maggio). E' vero che tale rimbalzo dai picchi minimi di inizio marzo ha riguardato un po' tutte le banche, ma è altrettanto vero che Ubi, ad esempio, si è "semplicemente" riportata sui valori del gennaio scorso, mese in cui tra l'altro ha toccato il record del 2009 (11,69 euro).
A smorzare gli entusiasmi di Borsa dell'istituto guidato da Massiah ci ha pensato il mercato, che ha accolto con freddezza i risultati annunciati il 9 maggio e riferiti ai primi tre mesi dell'anno. I conti hanno mostrato un utile del periodo in discesa a 24,35 milioni di euro rispetto ai 219,27 del primo trimestre pro-forma del 2008. Proprio dopo l'annuncio dei risultati, in un report diramato ieri in serata, gli analisti di Keefe, Bruyette & Woods (Kbw) hanno tagliato il rating sul titolo portandolo da "outperform" a "market perform", con prezzo obiettivo invariato a 12 euro. A pesare, secondo Kbw, sono soprattutto le deboli prospettive di Ubi in termini di trend operativo.
Non tutti gli esperti hanno però peggiorato la loro view. In un report diffuso oggi, Goldman Sachs ha alzato la raccomandazione sul titolo Ubi portandola da "sell" a "neutral", con target price in salita da 8,3 a 12 euro. Gli analisti motivano la decisione con la doppia constatazione che esiste del potenziale affinché si stabilizzino gli utili prima degli accantonamenti e che si è dissolto il premio che l'azione offriva rispetto alle altre banche europee, in confronto alle quali quindi non risulterebbe più sopravvalutata.
Banco Popolare, dal canto suo, alzerà il velo sui conti del trimestre il 14 maggio. Un appuntamento cui il mercato guarda con attenzione, per sapere se confermare la fiducia al titolo o se invece spingerlo su livelli inferiori agli attuali, dopo il rally dei giorni scorsi. La recente impennata, nella seduta odierna, ha portato a un po' di prese di profitto: nel pomeriggio il gruppo della superpopolare cede oltre il 3%, firmando la peggiore performance dell'S&P/Mib, dopo che ieri ne era stata maglia rosa con un balzo superiore al 5 per cento.
In un recente report gli analisti di Citigroup hanno da una parte confermato il rating "hold" su Banco Popolare ma dall'altra ne hanno alzato il prezzo obiettivo da 4 a 6,80 euro, auspicando che dall'annuncio della trimestrale e dalla seguente conference call del management possa giungere "un quadro chiaro sulla capacità di generare reddito della banca". Citigroup si aspetta inoltre che si faccia maggior chiarezza sulla qualità degli asset di Italease, l'istituto controllato attivo nel settore del leasing e in forti difficoltà finanziarie su cui a marzo Banco Popolare ha lanciato un'Opa. E chissà che, a patto che arrivino buone nuova dalla trimestrale, l'istituto guidato da Saviotti non prenda definitivamente il posto di Ubi nel cuore degli analisti e degli esperti di Borsa.
Margherita Barbero



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