Banco Popolare/ Utili 2013 a 603 milioni. Taglio di 1120 dipendenti

Giovedì, 30 giugno 2011 - 19:34:00

saviotti
Francesco Saviotti
Banco Popolare chiude in forte rialzo (+4,27%) dopo che l’istituto in una nota ha annunciato di aver approvato il piano industriale 2011-2013/15 che prevede una crescita dell’utile netto al 2013 a 603 milioni di euro (destinati a salire a 930 milioni nel 2015, di cui oltre 270 milioni derivanti da progetti di riassetto organizzativo e di rilancio commerciale), rispetto ai 308 milioni registrati nel 2010, a fronte di 4,1 miliardi di proventi operativi (4,5 miliardi nel 2015) dai 3,7 miliardi di fine 2010, anche grazie ad un calo delle rettifiche su crediti, vero tallone d’Achille del gruppo al momento, dai 771 milioni registrati a fine 2010 a 541 milioni nel 2013 per poi scendere a 492 milioni nel 2015.

Grazie anche ad un costo del credito visto in flessione dai 78 punti base del 2010 a 52 punti base nel 2013 (e a 45 punti base nel 2015), l’obiettivo in termini di rafforzamento patrimoniale è invece un Core Tier 1 (common equity ratio) al 7,6% sempre entro il 2013 (8,3% a fine 2015) dall’attuale 6,5%, in linea con i requisiti richiesti da Basilea III, mentre il rapporto costi/ricavi dovrebbe calare dal 65,9% del 2010, al 60,4% nel 2013 ed al 55,0% nel 2015.

Dopo i 500 esuberi già concordati coi sindacati a fine 2010, il piano prevede una ulteriore riduzione delle risorse della sede centrale a favore di maggiori risorse di rete, cui saranno destinati 1.100 dipendenti interni, mentre altri 1.120 posti saranno tagliati dall’organico. Per riuscirvi il Banco Popolare punta a semplificare la struttura del gruppo, attualmente composta da cinque “banche del territorio” e da Banca Aletti, attraverso fusione di tre banche: Banca Popolare di Cremona e Banca Popolare di Crema verranno integrate nella Banca Popolare di Lodi, mentre Efibanca verrà assorbita dalla capogruppo.

I tagli interesseranno anche la rete estera attraverso le cessioni di BP Ceska Republika, già finalizzata, e di BP Hungary, in corso di definizione. “Quanto a possibili ulteriori semplificazioni dell’assetto del gruppo, si tratta di argomento che è attualmente ancora in fase di preliminare ed istruttorio esame da parte del Comitato Strategico del Consiglio di Sorveglianza” e dunque non è escluso vi siano ulteriori novità nei prossimi mesi.

Per intanto si va verso l’eliminazione di 180 “sovrapposizioni di filiali”, una redistribuzione territoriale delle agenzie “secondo un criterio che vedrà una singola banca per ciascun comune”, l’assegnazione a una sola banca di circa 3.000 clienti con rapporti distribuiti su più banche del gruppo e la chiusura 140 sportelli. Completa il quadro la prevista dismissione di circa il 50% del patrimonio immobiliare non strumentale di Italease entro il 2013, per un ammontare di circa 500 milioni.

Quanto alla crescita, il gruppo punta a 250 mila nuovi clienti entro il 2013, attraverso una revisione della soglia di segmentazione Piccole Imprese-Mid Corporate e il potenziamento del personale dedicato alle piccole imprese e alla gestione dei clienti “affluent”, nonché l’introduzione dell’offerta dedicata Internet
“YouBanking” e iniziative mirate di cross-selling di Banca Aletti. Per riuscirvi saranno trasferiti in filiale “circa 15 mila imprese”, anche grazie all’assegnazione al segmento Piccole Imprese delle aziende con un fatturato fino a 5 milioni (contro il limite attuale di 2,5 milioni) e l’inserimento in rete di 600 nuovi gestori piccole imprese e 300 nuovi gestori “affluent”, con l’apertura di 30 nuove agenzie.

Luca Spoldi

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