Casi e casini di borsa/Il risiko bancario abruzzese porta bene al Banco Popolare in borsa
Banco Popolare in evidenza a Milano, dove l’istituto guadagna l'1,08% nonostante il leggero calo degli indici generali del listino. A spingere al rialzo il titolo sono le voci di una offerta per la controllata (al 95%, attraverso la Banca Popolare di Lodi nella cui orbita l’istituto entrò fin dal 2001) Cassa di Pescara sul cui 51% il Cda di Cassa di Teramo (Tercas) avrebbe deciso di fare un’offerta da circa 100 milioni di euro, equivalente ad una valutazione del 100% di Caripe attorno ai 200 milioni.
Soldi che alla banca guidata da Carlo Fratta Pasini e Pier Francesco Saviotti potrebbero far comodo visto che la Consob ha fissato a inizio mese in 0,797 per ogni azione ordinaria il corrispettivo dell’Opa residuale obbligatoria sui titoli Banca Italease nel cui capitale il Banco Popolare è salito al 91,397% a seguito dell’Opa volontaria totalitaria dello scorso anno e che in caso di adesione da parte di tutti gli aventi diritto l’operazione costerebbe al Banco altri 127 milioni.
Certo, nell’immediato non vi sono rischi di un downgrade del merito di credito, anzi giusto la scorsa settimana l’agenzia Standard & Poor’s ha rimosso il “creditwatch” del rating a lungo termine, deciso il 17 dicembre 2009, confermando così il rating a lungo termine ad “A-” (ma con un outlook che resta “negativo”) ed il rating a breve termine ad “A-2”.
Tuttavia in attesa dei conti, che verranno approvati solo a fine marzo, i timori su possibili cali di redditività dell’istituto anche nel quarto trimestre del 2009 a causa di nuove svalutazioni creditizie restano elevati , tanto che per gli analisti non si intravede a breve un segnale deciso di inversione del trend che dai 6,85 euro di metà ottobre scorso ha portato le quotazioni agli attuali 5,15-5,20 euro.
La notizia di un possibile cambio di proprietà per Caripe, che avrebbe dovuto fondersi lo scorso anno insieme alle popolari di Crema e di Cremona nella Popolare Lodi se l’uscita di scena di Fabio Innocenzi non avesse portato ad uno stop al progetto, viene già salutato con favore anche dalle autorità locali che sognano un istituto che “torni ad essere abruzzese”. L’unica difficoltà, come sempre, potrebbe venire dal prezzo: nelle ultime settimane erano circolate indiscrezioni circa una valutazione attorno ai 5 milioni per filiale (53 in tutto) da parte di Banco Popolare, per un totale di 265 milioni di valutazione complessiva.
Tercas (nel cui capitale è presente una partecipazione di Intesa Sanpaolo) vanta dal canto suo una rete di 110 sportelli e da tempo vuole crescere, tanto che nel fare i consueti auguri di fine anno ai dipendenti della sede centrale il presidente (dal 1982) Lino Nisii (avvocato cassazionista vicino al centrosinistra) pare avesse già annunciato tre mesi or sono che il 2010 sarebbe stato l’anno in cui centrare l’obiettivo di una “grande acquisizione” in Abruzzi.
Una dichiarazione insolita per il personaggio, di solito prudente, che ha subito rilanciato il toto-matrimonio (in ballottaggio apparivano tanto CariChieti quanto appunto Caripe). Un matrimonio che avrebbe dovuto avere come “testimone di nozze” (e partner industriale) la banca di Passera e Bazoli e che potrebbe ora definirsi se verranno superate le ultime incertezze in merito al prezzo.
Luca Spoldi



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