Banco Popolare, abbandono del sistema duale
Il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza del Banco Popolare hanno approvato la modifica del sistema di governance, abbandonando l'attuale sistema 'duale' e adottando un nuovo statuto basato sul modello del consiglio di amministrazione tradizionale. Il testo dovra' essere approvato da un'assemblea straordinaria nei prossimi mesi. Il consiglio di gestione ha inoltre approvato il progetto di fusione per incorporazione delle controllate Banca Popolare di Verona, Popolare Novara, Popolare Lodi, Cassa di Risparmio Lucca Pisa e Livorno, Banca Popolare di Crema, Popolare di Cremona. Resta autonomo il solo Credito Bergamasco. Prende il via in questo modo il nuovo modello di grande banca popolare, che si inquadra nell'ambito del piano industriale 2011-2015, che prevede un percorso di semplificazione societaria e organizzativa.
Il gruppo Banco Popolare ha chiuso il primo semestre del 2011 con un utile netto consolidato di 191,3 milioni di euro. Nello stesso periodo del 2010 l'utile era stato pari a 437 milioni, includendo pero' i crediti per imposte anticipate riferite a Italease per 286 milioni. Depurato da questo dato l'utile semestrale mostra una crescita del 27%. I ratio patrimoniali sono in miglioramento su dicembre 2010 e restano invariati sullo scorso marzo. Core Tier 1 al 6,5%, Tier 1 al 7,8% e Total capital ratio all'11,2%. Tra gli altri dati di conto economico, il margine finanziario scende del 3,8% a 909 milioni, i proventi operativi segnano un -0,5% a 1,884 miliardi, il risultato dell'operativita' corrente sale del 14,7% a 315 milioni. Le rettifiche nette su crediti verso clientela salgono del 3,4% a 399 milioni. La raccolta diretta sale del 3% a 107,7 miliardi, quella indiretta segna un -3,6% a 73,5 miliardi. Gli impieghi lordi ammontano a 100,6 miliardi (+2,1%). L'ipotesi di una prossima normalizzazione della situazione in Libia ha messo le ali alle societa' legate al Paese, a cominciare da Eni (+4,36%), Ansaldo (+6,72%) e la controllante Finmeccanica (+4,22%), Impregilo (+2,35%); bene tra gli energetici anche Saipem (+3,21%), rialzo piu' contenuto per Enel (+0,13%). Settimana 'no' per Bpm (-6,04%) che ha pagato le incertezze sui tempi dell'aumento di capitale e conti semestrali in calo; giu' tutte le popolari, oggetto di un report negativo di Jp Morgan, con Banco Popolare -4,92% e Ubi Banca -3,34%. I ribassi si sono estesi a tutto il settore: Intesa Sanpaolo ha perso il 2,42%, Unicredit l'1,02% e Mps il 2,28%. Tra gli assicurativi brilla Generali (+2,62%) mentre Fonsai lascia sul terreno il 5,16%. La maglia rosa del listino va a Prysmian (+7,91%) sulle attese per la semestrale diffusa oggi; riesce il rimbalzo a Fiat Industrial (+4,46%) mentre fallisce quello di Fiat (-0,19%). Bene Campari (+3,56%) aiutata da un report positivo; in calo Telecom (-0,25%) e Atlantia (-0,21%) dopo le voci su un possibile allargamento della Robin Tax.



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