Rumors/ La poltrona di Passera non vacilla. Il banchiere ha dalla sua numeri d'oro
![]() Giovanni Bazoli e Corrado Passera |
Certo, ci sono ancora le vecchie ruggini fra l'anima milanese e quella torinese. Ruggini che la spartizione da manuale Cencelli delle poltrone chiave in Intesa-Sanpaolo (presidenza del Consiglio di Sorveglianza a Giovanni Bazoli mentre quella del Consiglio di Gestione è andata al torinese Enrico Salza, ma con ruolo di pivot assegnato al consigliere delegato e ceo Corrado Passera) non ha placato. Ma con utili che nel 2009 (a giorni dovrebbe arrivare la semestrale) dovrebbero attestarsi a quota 2,5-3 miliardi, risultato di tutto rispetto considerando che è lo stesso ammontare dell'anno scorso e che c'è la recessione che sta attanagliando l'economia reale, la leadership operativa di Corrado Passera nella prima banca italiana non è in discussione.
Lo spiegano alcune fonti bancarie interpellate da Affaritaliani.it dopo che, nel pomeriggio, sono iniziate a circolare sul mercato alcune voci circa una convergenza di intendimenti fra gli azionisti principali di Banca Intesa. Voci secondo cui il presidente della Fondazione Sanpaolo (primo azionista di Intesa) Angelo Benessia e il numero uno della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti si sarebbero accordati per ridimensionare i poteri di Corrado Passera. Il tutto sotto la regia-benedizione del bresciano Giovanni Bazoli, con Benessia che punterebbe a subentrare a Salza, giudicato troppo poco incisivo nel far sentire la voce dell'anima torinese nella gestione della banca, nel ruolo di presidente del Consiglio di Gestione.
Voci, per qualcuno, degne di considerazione dopo che ultimamente, da più pulpiti, l'operato dei vertici di Intesa è stato criticato. Durante il seminario organizzato dalla Fondazione Italianieuropei di Massimo D'Alema dal titolo Quale futuro per le banche italiane, il deputato dell'Udc Bruno Tabacci aveva sottolineato infatti come "durante questi tempi di crisi, alcuni importanti banchieri hanno fatto di tutto, dal ministro dell'Economia a quello dei Trasporti, tranne che il mestiere di banchiere. Che è quello di valutare il merito di credito". E lo stesso Giuseppe Guzzetti, sempre durante un convegno, si era mostrato un po' freddo circa la bontà della gestione della banca milanese.
Di fronte a questi numeri di bilancio, però, "la leadership di Passera non è in discussione", spiega ad Affari chi con i vertici di Intesa parla quasi quotidianamente. Anche se il futuro rimescolamento delle carte nell'azionariato della banca, che potrebbe avvenire a seguito della cessione, imposta dall'Antitrust, della quota dei francesi del Credìt Agricole (che potrebbe finire nelle mani della fondazione torinese), comporterebbe anche un ridisegno dell'organigramma del management. I risultati parlano chiaro: quasi 6 miliardi di utili (bilancio consilidato) nel 2007. 2,55 nel 2008 (annus horribilis dell'esplosione della crisi finanziaria) e 2,5-3 nel 2009 (anno del contagio del momento nero dei mercati all'economia reale).
Insomma anche se, secondo qualcuno, gli uomini di Passera (da Micheli a Micciché) stanno monopolizzando tutti i ruoli chiave, gestendoli pure in maniera spigolosa e autoritaria, i blitz di Benessia devono attendere momenti più propizi.
Andrea Deugeni



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