Banche ko/ S&P mette sotto osservazione 27 big italiani
Il rating delle banche italiane e' sotto pressione. Lo rivela un rapporto di Standard & Poor's secondo cui 27 istituti su 49 - ovvero il 55% di quelli coperti dall'agenzia di rating - hanno un outlook negativo.
Alla base dei recenti downgrade e delle revisioni dei giudizi il peggioramento della qualita' dei prestiti delle banche, colpite dalla recessione, e la loro ridotta capacita' di assorbire le perdite sui crediti.
"Ci aspettiamo che il deterioramento dei prestiti continui e che le perdite sui crediti aumentino nel 2010", ha spiegato l'analista Renato Panichi nel rapporto 'Banking Industry Country Risk Assessment: Italy'. A causa delle profondita' della recessione, inoltre, S&P si aspetta che gli asset non produttivi e le perdite connesse crescano in maniera significativa nel 2009 e nel 2010 riducendo drasticamente gli utili netti delle banche italiane.
L'agenzia di rating stima una contrazione del 4% del Pil italiano quest'anno.
"Gli asset non produttivi - prosegue Panichi - potrebbero raddoppiare entro la fine del 2010 cosi' come le perdite correlate". Le prospettive negative delle banche italiane sono le piu' elevate, come percentuale, degli ultimi 10 anni. Tra le revisioni annunciate da S&P risultano il downgrade di Unicredit e Banco Popolare, la revisione dell'outlook da stabile a negativo di Intesa Sanpaolo e da positivo a stabile di Ubi.
In ogni caso, sottolinea S&P, le banche italiane dovrebbero subire meno perdite sui prestiti rispetto a paesi come Spagna o Gran Bretagna. Inoltre, evidenzia il rapporto, le bancheitaliane hanno dei punti di forza non trascurabili.
Tra questi, una liquidita' soddisfacente, grazie a depositi stabili e a un modello di business basato sulla banca commerciale e un piu' elevato grado di sopportazione di condizioni economiche difficili. Aspetti positivi che sono stati ulteriormente rafforzati dal recente processo di fusioni.



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