Banche, il danno e la beffa

Martedì, 14 aprile 2009 - 08:00:00

Eppure il risultato paradossale è che a nessun governo passa per la mente di porre in stato d’accusa i responsabili di quella che appare essere l’apoteosi di un capitalismo finanziario “globale” che ha raggiunto e superato la sua fase devastante. Viene davvero da sorridere con compatimento quando telegiornali e stampa inneggiano a qualche buon colpo delle forze di polizia nei confronti del “clan dei Casalesi” ormai assurto a star quotidiana grazie al romanzo di Saviano.

Il povero clan dei Casalesi come, del resto, tutte le varie mafiette e camorre che pure impestano l’esistenza in tanti posti sono, in realtà, mafiette di secondo livello nell’ordine generale anche se, non per questo, meno pericolose. Ma il vero nemico del sano sviluppo planetario, il pericolo di primo livello, è quello vestito in gessato, che manovra le Borse, i derivati, i prezzi del petrolio e le guerre mascherate da altisonanti quanto falsi ideali umanitari per la lotta contro il cosiddetto “terrorismo”.

Ma allora, se in tutto questo panorama i “derubati” risultano essere quanti sono stati indotti a mettere i propri quattrini nei “titoli tossici”, appare evidente porsi la domanda finale: con quali quattrini avvengono i “salvataggi bancari” ?

Forse che questi quattrini sono di proprietà dello Stato? No, perché essi sono entrate fiscali provenienti da quanti sono impossibilitati ad evaderle e dovrebbero essere utilizzati, sul piano meramente teorico, a servizi di pubblica utilità.

Dunque, si tratta di quattrini appartenenti alla collettività dei cittadini o, più correttamente, a quella parte della collettività che non potendo evadere li ha riversati nelle casse statali. Se così è, a meno che qualche mente illuminata fornisca una diversa interpretazione, è impossibile non giungere alla ovvia conclusione che i “salvataggi bancari” avvengono con i quattrini degli stessi derubati dalle banche che subiscono impotenti una seconda defraudazione.

Come dire: il danno e la beffa. O anche, come chiedersi: dopo che, con altri soldi dei cittadini (quelli conferiti agli stati pagando le tasse)  si saranno salvate le banche, chi salverà i cittadini dalle banche? Con quali risorse, dal momento che sono state consumate tutte?

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