Immobiliare/ Le banche hanno bisogno di un mutuo soccorso
Nel report si afferma che le banche sono oggi a un bivio; hanno vissuto un periodo di espansione dal 2002 al 2007 dovuto all'aumento di vendita di case. Nello stesso periodo c'è stata la discesa dei tassi di interesse che ha portato a un cambiamento del mercato.
Il 2008 e il 2009 rappresentano un grande cambiamento di scenario: i volumi e i prezzi delle case sono scesi e i margini sono diminuiti.
Oggi quindi le banche devono, nell'area dei mutui, reinventarsi un nuovo modo di fare business. Alcune banche consideravano i mutui prodotti stand alone, che quindi dovevano portare alta profittabilità. Altre banche li consideravano dei "ganci" per attrarre i clienti e poi vendere loro altri prodotti a maggiore profittabilità.
Bertrand Lavayssière ha affermato: "Noi crediamo che la miglior soluzione sia definire il prezzo dei mutui sulla base del rischio associato a ogni cliente per instaurare una relazione più personale tra banca e correntista".
Ed ecco, nelle parole di Roberto Nicastro, come UniCredit affronta la tematica: "Lo studio ha evidenziato come il prodotto mutuo sia diventato in qualche modo quello più sofferente nella gamma dei prodotti retail. A fronte di questo, quello che stiamo facendo è anzitutto lavorare sui costi di produzione. Cioè realizzare, cosa che abbiamo fatto in gennaio, la fusione tra la nostra "fabbrica" di credito al consumo, UniCredit Financing, e la nostra "fabbrica" di mutui con la creazione di un'unica "fabbrica" europea. Questo con l'obiettivo di abbattere il più possibile i costi, in Italia e negli altri 20 Paesi in cui operiamo fuori d'Italia, del prodotto mutuo così da far beneficiare la nostra clientela del fatto di essere un gruppo europeo. Intervenire sui costi operativi è, anche nell'ottica della crisi, l'imperativo strategico per qualsiasi operatore bancario che si occupa di mutui".



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