Banche/ Dalle trimestrali la conferma: il settore si va trasformando, ancor prima dell’arrivo di nuove norme
Risultato: mentre Rbos finirà con l’essere ulteriormente nazionalizzata (la percentuale in mano al Tesoro inglese è destinata a salire dal 70% all’84,4%), Lloyds Banking Group resterà un istituto privato, visto che la quota del Tesoro non salirà al previsto 62% ma resterà attorno all’attuale 43%, per poi ridursi via via che l’istituto rimborserà gli aiuti ricevuti.
Ancora differente la strategia di Deutsche Bank, che approfitta della crisi da un lato per espandersi attraverso l’acquisizione dello storico gruppo Sal Oppenheim, operante nel settore del private banking (Deutsche è già socia al 25% e sta trattando l’acquisto della quota di maggioranza), dall’altro per ridefinire la propria strategia commerciale.
Una strategia che dovrebbe secondo le ultime indiscrezioni vedere il gruppo rafforzarsi nel campo della banca retail attraverso la focalizzazione su tre marchi (Deutsche Bank, Deutsche Post e la stessa Sal Oppenheim), rinunciando invece a Norisbank, istituto acquisito nell’agosto del 2006 da DZ Bank Group per 420 milioni di euro e finora utilizzato come piattaforma “low cost” per le attività di banca diretta.
Decisamente in caccia di nuove acquisizioni è Barclays, che dalla sua può vantare il non aver commesso l’errore strategico e tattico duramente pagato dalla rivale Royal Bank of Scotland, ossia l’acquisto a caro prezzo dell’olandese Abn Amro (già costato lo smembramento del gruppo belga-olandese Fortis, che aveva partecipato all’avventura insieme agli scozzesi e agli spagnoli del Santander) e che pare intenzionata a rafforzarsi ulteriormente sia in ambito geografico (anche in Italia) sia a livello di attività dopo aver già rilevato molti degli asset appartenuti alla fallita Lehman Brothers.
Più defilati, ma ugualmente pronti a crescere, semmai più sui mercati emergenti latino-americani e non solo in Europa, gli spagnoli del Banco di Santander. Il settore, insomma, è in movimento e sarà interessante capire se le nuove regole favoriranno alcuni gruppi e quali, come già qualche analista ha iniziato a commentare a proposito delle previste nuove regolamentazioni in arrivo negli States.
Luca Spoldi



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