Banche/ Austria in default se la Germania e l'Europa non interverranno

Lunedì, 2 marzo 2009 - 14:26:00


E' possibile quantificare l'ammontare dei crediti a rischio al momento?
"Secondo le ultime stime stiamo parlando di un potenziale default da 360-400 miliardi di euro, quasi la metà della cifra con cui Obama promette di soccorrere e far ripartire l'economia degli Stati Uniti".

Con gli Stati Uniti alle prese con la propria recessione e la Cina che pare osservare con un certo distacco quanto sta accadendo in Occidente, chi si dovrà far carico di neutralizzare questa ennesima crisi potenziale?
"Questa crisi riguarda l'Europa ed in particolare la Germania, paese da sempre "nume tutelare" del centro-est Europa. Il problema è che in questo momento anche la Germania non ha la voglia e forse la possibilità di impegnarsi in un'impresa di questa portata e per questo sta tentando di sensibilizzare l'Unione Europea e scaricare su di essa almeno una parte dei costi. Un discorso che gli altri partner sembrano stentare finora a recepire".

Nel corso della crisi si sono viste due scuole di pensiero fronteggiarsi, coloro che sostengono che la soluzione alla stessa debba essere lasciata al mercato e chi invece temendo effetti "sistemici" ha proposto interventi decisi, fino a invocare nazionalizzazioni o "bad bank" in grado di far recuperare la fiducia incrinatasi dopo i fallimenti di alcuni tra i più importanti intermediari finanziari mondiali. Pensa che nel caso austriaco prevarrà l'una o l'altra visione?
"In realtà mi pare che già negli ultimi mesi anche i teorici più "falchi" abbiano rivisto le proprie posizioni a favore di un intervento degli stati o degli organismi sovranazionali. In parte ciò è dovuto anche al cambio di amministrazione avvenuto negli Stati Uniti, che ha portato un volto nuovo alla ribalta. Ora Obama si trova nella scomoda posizione di dover proporre idee e soluzioni innovative, ma per farlo dovrà ancora utilizzare "vecchi artifici". Anche perché il vero problema, che va emergendo con sempre maggiore chiarezza, è la variabile tempo. Non è più possibile perdere tempo, in generale e in particolare nel caso austriaco, dove l'eventuale default in assenza di interventi non tarderebbe a concretizzarsi oltre i prossimi 3-6 mesi".

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