Banca Intesa/ I ko in Borsa mandano su tutte le furie i dipendenti-azionisti. Abdbi: Passera e Micicchè si taglino lo stipendio

Mercoledì, 10 agosto 2011 - 16:10:00
Passera

Il titolo Intesa-Sanpaolo continua a bruciare capitalizzazione a Piazza Affari. In occasione della conference call sulla trimestrale l'amministratore delegato della banca Corrado Passera, però, aveva subito rassicurato la comunità finanziaria sulla solidità dell'istituto e aveva spiegato che se i mercati avevano preso di mira Ca' de Sass era soltanto perché, piena di titoli di Stato italiani, "Intesa era valutata come una proxy dell'Italia", dello stato di salute, quindi, delle sua economia e dei suoi conti pubblici.
 
Un discorso che se ha fatto sentire più sicuri gli investitori, non è bastato invece ai dipendenti, soprattutto quelli che sono anche diventati azionisti della banca dopo aver scelto l'attribuzione del premio produttività in titoli. Oltre il danno, poi, la beffa perché attuando il piano industriale triennale, Passera e il suo team hanno aperto e chiuso il capitolo esuberi e ora hanno messo in cantiere un nuovo riassetto del gruppo che prevede una graduale razionalizzazione della presenza sul territorio e un piano di fusioni che interesserà soprattutto Umbria, Marche e Lazio e oltre 500 filiali.

L'obiettivo sarebbe quelle di rendere omogenei i marchi del gruppo dove, sulla stessa piazza, si contrappongono ragioni sociali diverse. I risparmi? Stimati del 10-15%. Peccato che la cura da cavallo sui costi coinvolga soltanto la struttura della banca o i dipendenti, ma non le paghe dei vertici: la denuncia arriva da Giorgio Sortino, presidente dell'associazione azionisti dipendenti di Intesa Sanpaolo (Adbi), che in una nota, ha chiesto al management di dare "un serio segnale di partecipazione al contenimento dei costi con una significativa riduzione dei propri emolumenti".
 
Argomentando la propria richiesta, l'Adbi, ritiene infatti che "non si possa accettare che le politiche aziendali rivolte al contenimento dei costi vadano a ricadere solo ed esclusivamente sulla forza lavorativa, ma sia giunto il momento che anche il management dia un serio segnale di partecipazione al contenimento dei costi. Segnale, questo, che verrebbe letto da tutto il Paese come la volontà concreta di imboccare la strada virtuosa, indifferibile e assolutamente necessaria: la Banca del Paese (così come viene spesso indicata Intesa) è chiamata a fare la sua parte". L'Adbi, infine, esprime "forte preoccupazione per l'andamento della quotazione delle azioni della società, situazione che penalizza pesantemente soprattutto i dipendenti azionisti che hanno optato, in luogo di quote di retribuzione legate al raggiungimento di obiettivi di produttività, per l'assegnazione di azioni".
 
Non è un caso che i dipendenti azionisti di Intesa siano sbottati proprio ora: da circa un mese, infatti, le azioni della banca di Passera sono finiti sotto il fuoco incrociato delle vendite per la crisi dell'eurodebito che si è abbattuta anche sull'Italia e hanno perso oltre il 20%. Vendendole in questo momento, quindi, il loro premio produttività varrebbe un quinto in meno. Forse un segnale, Passera e Micciché potrebbero pure darlo.
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