Bacchettate/ Energia, alle Pmi italiane costa il 52% in più dei concorrenti europei e il 2009 sarà anche peggio
Che la liberalizzazione del mercato dell'energia, in Italia, sia rimasta sostanzialmente sulla carta a quattro anni dall'apertura ex-lege del settore, è cosa nota. Memori forse dei tanti specchietti per le allodole di cui è piena la storia delle "liberalizzazioni" all'italiana, basti per tutti l'esempio della telefonia e le infinite querelle tra associazioni dei consumatori e compagnie telefoniche in tema di durata contrattuale, penali e portabilità dei numeri, i piccoli imprenditori italiani, insomma, non si fidano. Ma anche la sfiducia ha un costo e in questo caso è sensibile: secondo uno studio di Confartigianato solo nell'ultimo anno la bolletta energetica delle Pmi italiane è cresciuta del 14,9%, mentre le aziende tricolori pagano le loro forniture il 52% in più della media europea.
Un grido d'allarme che si spera il presidente dell'Aeeg, Alessandro Ortis, possa avere la forza e i mezzi per cogliere, visto che secondo Confartigianato il 2009 rischia di presentare un conto ancora più pesante, per l'introduzione del nuovo sistema di tariffazione che, per differenziare le tariffe in base alla fascia oraria, rischia di produrre un ulteriore forte rincaro per chi utilizza l'energia soprattutto durante i giorni feriali nelle ore diurne. In realtà il timore è che nulla sia destinato a cambiare: già il tentativo da parte della Lega di inserire una norma per far decadere entro 30 giorni dall'entrata in vigore della manovra economica proprio i vertici dell'Aeeg ha fatto capire che aria tiri.



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