Autostrade/ Matteoli: blocco delle tariffe per 4 mesi. Ok di Palenzona
Il governo intende bloccare gli aumenti tariffari a delle concessionarie autostradali ma non toccherà i contratti che rimarranno "intonsi". E' quanto ha affermato il ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Altero Matteoli, all'assemblea dell'Aiscat.
Lo stesso ministro, conversando con i giornalisti, ha fatto presente che un blocco delle tariffe autostradali per 4 mesi è "una delle ipotesi alla quale si sta lavorando fermo restando che i contratti non verranno toccati". E ha poi fatto presente che l'ipotesi di un recupero al termine dei 4 mesi di blocco e' uno dei temi "dei quali si sta discutendo".
"Il sacrificio chiesto a voi - ha detto Matteoli rivolto alla platea delle concessionarie autostradali - e' necessario perche' volendo bloccare tutte le tariffe, avevamo qualche difficolta' a non bloccare quelle autostradali anche per un motivo di immagine. Ma i contratti - ha sottolineato - restano intonsi". Matteoli si e' detto poi favorevole alla proposta dell'Aiscat di un tavolo permanente: "Sono lietissimo - ha affermato - di incontrarci per trovare soluzioni. Il compito del ministro e' quello di decidere, ma dopo aver sentito le parti".
Quanto alle concessionarie autostradali, da queste arriva l'ok al blocco degli aumenti tariffari per un periodo limitato, quattro mesi, ma arriva anche la richiesta che sia un provvedimento concordato e valido per tutti. Lo ha detto chiaramente il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, nel suo intervento all'assemblea dell'associazione.
"Se ci viene richiesta una sospensione, una moratoria nell'applicazione delle tariffe per 4 mesi - ha detto Palenzona - noi siamo d'accordo, non andiamo a creare contenziosi. Siamo consapevoli delle difficolta' (del Paese, ndr) ma abbiamo bisogno che questo provvedimento sia per un termine definito e certo, che ci sia il rispetto dei contratti e che si spenda questo tempo per arrivare ad un accordo per accelerare gli investimenti". Insomma, l'Aiscat accetta il blocco ma "se c'e' - ha concluso - deve essere concordato e valido per tutti".



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